Storia di Mohamed Emwazi

Il boia laureato Jihadi John e le accuse agli 007 inglesi

Il boia laureato Jihadi John e le accuse agli 007 inglesi
27 Febbraio 2015 ore 12:57

Un’università intera sotto shock che chiede scusa al mondo. Succede in Gran Bretagna, a Westminster, primo politecnico del Regno Unito, dove Jihadi John, il boia dell’Isis, ha studiato. A divulgare la sua identità sono stati il Washington Post e la BBC, citando fonti di Scotland Yard, anche se da Londra non arrivano né smentite né conferme.

In un comunicato diffuso dopo che è stata diramata la notizia sull’identità del tagliagole, che al secolo si chiama Mohamed Emwazi, e ha 27 anni,  l’università di Westminster ha dichiarato che uno studente con lo stesso nome di Jihadi John si è laureato in informatica 6 anni fa. «Se sarà verificato che i due uomini sono la stessa persona», prosegue la nota dell’istituto di Londra, «non possiamo che dirci scioccati e disgustati. I nostri pensieri vanno alle famiglie delle vittime». Lo riporta il quotidiano inglese Daily Mail, che aggiunge la dichiarazione di un portavoce dell’università, che afferma: «Prendiamo queste accuse molto seriamente. Condanniamo ogni comportamento che inciti al terrorismo e alla violenza in tutti i nostri campus. Abbiamo regole severe per promuover la tolleranza fra i nostri 20mila studenti, che vengono a studiare da noi da 150 paesi. Con altre università di Londra stiamo lavorando per applicare le nuove norme del governo per fronteggiare l’estremismo».

 

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Gran Bretagna tra shock e accuse ai servizi segreti. E i sentimenti che aleggiano a Westminster sono gli stessi di tutta la Gran Bretagna, che ha accolto con stupore e sgomento la notizia che il boia più famoso del mondo è un suo cittadino. Nessuno, tra chi lo conosceva nel West End londinese poteva pensare che il boia fosse Mohamed. Lo descrivono come un cittadino tranquillo ed educato, che saltuariamente frequentava la moschea di Greenwich. Viveva in una delle tante villette di mattoni rossi di North Kensington e trascorreva le sue serate con gli amici al fast food. I vicini di casa, sebbene definiscano la sua famiglia un po’ “eccentrica”, lo ritenevano un londinese medio, che faceva tutto quello che facevano i suoi coetanei. Mai un comportamento che lasciasse presagire la sua partenza per la Siria per arruolarsi tra le fila dei miliziani jihadisti. Una persona buona, insomma, che secondo alcuni oggi si è trasformata in un mostro dopo le pressioni ricevute dai servizi segreti.

Perché in realtà Mohamed Emwazi, nato in Kuwait e residente a Londra con la sua famiglia dall’età di sei anni, era un personaggio già noto agli apparati di intelligence. Il Mi5, il servizio segreto interno britannico, da tempo lo teneva d’occhio. Pare lo avessero più volte arrestato e interrogato, addirittura picchiato per spingerlo a collaborare e a diventare un informatore, una talpa nel mondo dell’estremismo islamico. Da ben 6 anni il suo nome era sulla watch list dei servizi segreti, ma nonostante questo Mohamed è riuscito a uscire dal Paese e andare in Siria per combattere al soldo del califfo alBaghdadi. Accuse pesanti, quelle rivolte agli 007 inglesi dal Times, che ora sono ritenuti responsabili di essersi fatti scappare colui che è diventato il boia più feroce del mondo. In più, queste accuse arrivano in un momento delicato per il Regno Unito, che tra due mesi e mezzo sarà chiamato alle urne per le elezioni politiche.

 

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Chi è Jihadi John. Dicevamo di un ragazzo normale, ben educato, riservato al punto da non aver lasciato tracce di sé sui social network. Il cambiamento pare sia arrivato – secondo quanto hanno dichiarato alcuni suoi amici dietro garanzia di anonimato al Washington Post -, dopo un viaggio in Tanzania che fece dopo essersi laureato. Un safari che non fece mai perché appena sbarcò all’aeroporto di Dar es Salaam venne arrestato insieme ai suoi due compagni di viaggio. Le cause del suo arresto sono sconosciute. Lo rispedirono in Europa, ad Amsterdam per la precisione, dove ad accoglierlo c’era un agente dell’Mi5, che lo accusò di essersi recato in Tanzania per poi proseguire per la Somalia e arruolarsi tra le fila di alShabaab, i terroristi somali legati ad alQaeda.

A raccontare questi dettagli è stato Asim Qureshi, direttore di ricerca presso l’organizzazione umanitaria CAGE, che difende le vittime della guerra al terrore. Pare che Mohamed Emwazi si sia rivolto a lui per denunciare i tentativi degli 007 britannici di farlo diventare una spia. Nel 2010 Emwazi, che nel frattempo si era trasferito in Kuwait e lì lavorava per una società di computer, tornò a Londra per sbrigare alcune pratiche relative al suo matrimonio. Qui venne nuovamente arrestato e gli venne impedito di tornare in Kuwait. Una volta liberato, pare che nel 2012 abbia cercato di trasferirsi in Arabia Saudita per insegnare l’inglese, ma il tentativo fallì. Cambiò allora il suo nome in Abu Abdullah al Britani e qualche tempo dopo, non si sa esattamente quando, partì per la Siria dove si arruolò tra le fila dell’Isis. Secondo un ex ostaggio, nel 2013 venne incaricato di sorvegliare gli ostaggi occidentali in una prigione di Idlib. Nel 2014 si trasferì a Raqqa, capitale dello Stato Islamico, e il suo volto incappucciato con il pugnale in mano divenne tristemente noto al mondo.

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