Da «ragazzo prodigio» a «sociopatico»

L’uomo più odiato degli Stati Uniti ora accusato di essere un criminale

L’uomo più odiato degli Stati Uniti ora accusato di essere un criminale
19 Dicembre 2015 ore 09:18

“Bene o male, basta che se ne parli” sembra essere il motto della vita di Martin Shkreli, 32enne imprenditore statunitense di origini albanesi arrestato il 17 dicembre a New York con l’accusa di aver frodato la Retrophin, società di cui proprio Shkreli era fondatore e amministratore delegato. Nello specifico, il 32enne nato a Brooklyn avrebbe usato la Retrophin per coprire i buchi di MSMB Capital Management, fondo d’investimenti creato da Shkreli ma che nel 2011 è andato incontro a più di un problema finanziario in seguito ad alcuni investimenti errati. A denunciare l’imprenditore sono stati gli altri membri del Cda, che hanno prima rimosso dal ruolo di amministratore delegato Shkreli e gli hanno poi fatto causa. Stando a quanto riportato da diverse fonti americane, il 32enne è stato rilasciato la sera di giovedì dietro il pagamento di una cauzione pari a 5 milioni di dollari, ma ha dovuto consegnare il passaporto alle autorità onde evitare che tentasse la fuga.

 

Martin  Shkreli charged with defrauding investors

 

Da ragazzo prodigio a «stronzo». Del resto per Shkreli i soldi non sono un problema. Considerato un ragazzo prodigio della finanza a stelle e strisce, nella sua breve vita è già stato a capo di due hedge fund e amministratore di due aziende dell’ambito farmaceutico. Figlio di immigrati albanesi e croati, è cresciuto tra la classe operaia di Brooklyn, a New York. Ha dimostrato un grande talento fin da ragazzo, quando ha saltato diverse classi fino ad arrivare alla laurea in Economia nel 2004. A soli 17 anni ha iniziato il suo primo stage presso Cramer Berkowitz & Co., il fondo speculativo gestito da Jim Cramer. A 20 anni si mise in proprio, dando vita al suo hedge fund, Elea Capital Management. Già in quel periodo l’autorità di vigilanza della Borsa americana mise gli occhi su questo ragazzino, particolarmente intraprendente e perennemente borderline in termini di approcci al mondo della finanza. Il suo primo fondo chiuse dopo appena un anno di vita in seguito a una causa da 2,3 milioni di dollari intentata dalla Lehman Brothers. Allora a Shkreli andò bene, visto che la banca fallì (con le conseguenze che tutti conosciamo bene) prima che arrivasse la sentenza. Nel 2008 fondò il suo secondo hedge fund, Msmb Capital Management. Durò di più, ma anche lì le cose non andarono benissimo. Secondo l’accusa, Shkreli mentì ripetutamente agli investitori, raccogliendo fondi per operazioni inesistenti.

Parallelamente, nel 2011, fondò la Retrophin, casa farmaceutica specializzata nella cura di malattie rare. Rimase amministratore delegato della stessa fino all’estate del 2014, quando gli altri membri del Cda si accorsero che qualcosa nei conti non andava e decisero di rimuoverlo dall’incarico, facendogli anche causa nel 2015. Accusa che ha portato al suo recente arresto. Insomma, un tipetto da prendere con le molle questo 32enne, che da «ragazzo prodigio» d’America, in pochi mesi è diventato «l’uomo più odiato negli Stati Uniti»«un sociopatico moralmente corrotto», o più semplicemente «uno stronzo».

 

Usa: arrestato Martin Shkreli, ex manager hedge fundMartin Shkreli charged with defrauding investors

 

Far soldi con l’AIDS. Il motivo per cui Shkreli risulta essere tanto antipatico all’opinione pubblica americana è che da amministratore della Turing (altra società farmaceutica a cui passò dopo l’addio alla Retrophin), a settembre di quest’anno, il 32enne ha deciso di alzare il prezzo di una medicina di proprietà dell’azienda e usata da pazienti affetti da cancro e AIDS, ovvero il Daraprim: da 13,50 a 750 dollari. Un aumento che anche l’Infectious Diseases Society of America ha definito «ingiustificabile», ma che Shkreli ha giustificato spiegando che la medicina veniva utilizzata da pochissime persone e che quei soldi sarebbero stati spesi per nuove ricerche. Sui social l’opinione pubblica americana è impazzita: Shkreli, molto attivo in particolare su Twitter, ha ricevuto milioni di insulti, accuse e minacce, a cui ha sempre risposto con estrema arroganza e volgarità. Memorabile (in negativo) la sua battuta rivolta ai giornalisti: «Sembra che i media abbiano puntato il dito contro di me. Allora anch’io ho puntato il dito contro di loro, ma non è né l’indice né il mignolo».

 

 

Nel frattempo però, in Borsa, le quotazioni della Turing sono crollate ai minimi storici, e così il 23 settembre Shkreli s’è visto costretto a fare una piccola retromarcia, riportando i prezzi del farmaco a livelli accettabili, sebbene comunque elevati.

 

Shkreli Arrest

 

La storia dell’album misterioso. Nonostante i pesanti insulti, l’imprenditore pare non essersela presa troppo. Per lui gli affari sono affari. E un affare, per certi versi, è stato anche quello che l’ha portato all’acquisto del disco Once Upon a Time in Shaolin dello storico collettivo hip hop americano Wu-Tang Clan. Un cd unico, messo in vendita dalla stessa band il 24 novembre 2015 e mai diffuso in pubblico. Annunciando l’asta, il Wu-Tang Clan aveva spiegato che l’acquirente sarebbe stato libero di farne ciò che voleva, tenerlo per sé o renderlo accessibile a tutti. Sebbene la band non sia tra le più famose, il Wu-Tang Clan è considerato uno dei gruppi più importanti della storia dell’hip hop americano, e dopo diversi flop discografici, Once Upon a Time in Shaolin era ritenuto l’album della loro rinascita. Purtroppo non lo sapremo mai se è davvero così, visto che Shkreli l’ha acquistato e ha ammesso di non aver la minima intenzione di diffonderlo. Anzi, a Bloomberg Businessweek ha addirittura dichiarato di non averlo neppure ascoltato. L’unico motivo per cui l’ha comprato, ha dichiarato, è perché spera che essere l’unico uomo al mondo in possesso di questo album lo possa far entrare in contatto con altri artisti e rapper interessati ad ascoltare il disco: «Potrei convincermi ad ascoltarlo, ad esempio, se Taylor Swift mi contattasse e mi dicesse che vuole sentirtlo, o qualcosa del genere. Ma per adesso credo che lo terrò per un giorno di pioggia». Prezzo per questo sfizio? Pare 2 milioni di dollari, anche se Shkreli non ha confermato.

 

 

Naturalmente anche la decisione di non rendere pubblico l’album gli ha tirato addosso le antipatie di molti. Ma insulti e minacce sono poca cosa a confronto delle pesanti accuse che gli sono state mosse dalla procura di New York e che rischiano di mettere definitivamente fine all’impero finanziario del più antipatico degli squali di Wall Street della storia americana.

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