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È morto a 82 anni

L’uomo che vestì Jacqueline

L’uomo che vestì Jacqueline
Personaggi 21 Ottobre 2014 ore 17:05

Cos’hanno in comune Amal Alamuddin (signora Clooney da meno di un mese), Nicole Kidman, Cameron Diaz, Penelope Cruz ed Emma Watson? Sono tutte donne bellissime, vero. Ma se, a questa pregiata lista, aggiungiamo anche Jacqueline Kennedy, Nancy Reagan, Hillary Clinton, Laura Bush e Michelle Obama? La risposta ha un nome e un cognome: Oscar de la Renta. Uno degli stilisti più amati e discussi, l’uomo divenuto famoso come “lo stilista della First Ladies”, ma anche come guru del fashion grazie alla famosissima serie Sex and the City, dove veniva citato come assoluta icona di stile. Meno mediatico di tanti suoi colleghi, è stato in realtà uno dei più influenti uomini della moda mondiale. Usiamo il passato perché, purtroppo, lunedì 20 ottobre, all’età di 82 anni, Oscar de la Renta è morto. Dal 2006, infatti, stava combattendo con un cancro.

Una vita al servizio delle “fashion victim”. De la Renta è nato il 22 giugno del 1932 a Santo Domingo, da madre dominicana e padre portoricano. Giovanissimo, decise di trasferirsi in Spagna per seguire la sua passione per l’arte, iscrivendosi all’Accademia d’arte di San Fernando a Madrid. Il suo amore, allora, era l’arte astratta, la possibilità di trascendere la realtà con l’immagine. Proprio in quegli anni iniziò ad avvicinarsi al mondo della moda: lo affascinava la possibilità di rendere concreto il suo amore per l’astratto, la possibilità di creare, con un abito, un’opera d’arte. Fu allora che conobbe Cristobal Balenciaga, guru assoluto della moda iberica. Sotto l’egida del basco, de la Renta imparò le fondamenta della sartoria e si costruì la sua identità stilistica. In quegli anni capì che la sua vera strada era la moda e così si trasferì a Parigi, prima da Dior, poi da Lanvin. A metà anni ’60, dopo essere sbarcato negli Stati Uniti per creare la sua casa di moda, de la Renta realizzò la prima collezione a suo nome e fu subito un successo. La nota rivista Vogue si interessò subito a questo stilista in rampa di lancio. L'attenzione del mensile di moda più influente e noto al mondo, gli fece incontrare anche Francoise de Langlade, successivamente direttrice dell'edizione francese di Vogue. Si innamorarono e si sposarono.

De la Renta aveva una visione della moda molto personale: non per forza mezzo al servizio dei consumatori, bensì la moda come forma di arte pura, l’estetica al servizio della gente. E nessuno come lui riuscì in questo, come confermano le parole di Hillary Clinton: «I suoi abiti offrono a ognuno di noi la possibilità di sentirsi speciale». Sopra le righe, sagace e arguto, non sopportava la banalità e il conformismo. Se oggi tutti conosciamo e usiamo il termine “fashion victim”, lo dobbiamo a lui: ideò questo neologismo per identificare le persone che seguono in modo passivo e acritico qualsiasi dettame della moda. Un termine spregiativo per lui quindi, e lo disse pur sapendo che, con la sua arte, aveva plasmato intere generazioni di fashion victim.

 

 

Le sue muse. Un personaggio come de la Renta, seppur lontano dalla mondanità più sfrenata, non poteva passare inosservato, soprattutto per la sua grande abilità creativa. Non a caso, la prima ad innamorarsi della sua arte, non fu una star hollywoodiana, ma la First Lady più amata e discussa di sempre: Jacqueline Kennedy. Se è diventata un’icona di stile, gran parte del merito lo deve anche a Oscar de la Renta. Successivamente hanno scelto i suoi abiti anche Nancy Reagan, Hillary Clinton, Laura Bush e Michelle Obama. Vestire queste grandi donne, per de la Renta, era una vera sfida: non bastava fare un abito bello, doveva essere anche un abito adatto all’occasione, formale, fuori dai suoi schemi esagerati. Una sfida che vinse.

Il momento più difficile della sua sfavillante carriera arrivò in concomitanza con un grande dolore personale: nel 1983 morì la moglie, Francoise de Langlade. Solo dopo diverso tempo ritrovò la verve creativa e l’incontro con Annette Reed fu certamente un aiuto: si innamorò di lei e nel 1989 si risposò. L’eleganza della nuova moglie, che dal 1973 faceva parte della Hall of Fame Internazionale delle donne meglio vestite al mondo, influenzò i suoi lavori, rendendoli meno eccentrici e sempre più raffinati. Negli anni sono state tante le attrici e le dive che hanno deciso di vestire suoi abiti, tutte contraddistinte dal grande portamento e dall’eleganza innata: non bastava essere belle per vestire i suoi abiti. E così, le creazioni di de la Renta, hanno accarezzato i corpi di Penelope Cruz, Nicole Kidman, Gwyneth Paltrow, Anne Hathaway, Emma Watson, Kristen Stewart, Jessica Alba, Cameron Diaz, Sarah Jessica Parker, Taylor Swift, Katy Perry, Jennifer Garner e, ultima, Amal Alamuddin, neo sposa di George Clooney, che per le sue nozze ha scelto proprio un abito da sposa dello stilista dominicano. Quell’abito si è rivelato il suo canto del cigno. Un canto la cui eco risuonerà a lungo nell’immaginario dello stile e dell’eleganza collettivo.