Lo chiamano The Architect

L’urlo del giovane Manuel Locatelli Che, manco a dirlo, partì dalla Dea

L’urlo del giovane Manuel Locatelli Che, manco a dirlo, partì dalla Dea
07 Ottobre 2016 ore 02:30

L’urlo di Locatelli. Perché quello di Tardelli è diventato grigio, è invecchiato. C’è una nuova Italia che tira, segna e gode. È quella dei giovani con la faccia pulita e il cuore dentro alle scarpe. L’ultimo di questi calciatori dal futuro assicurato è appunto Manuel Locatelli, anni 18, una camera in convitto con vista sullo stadio, il centrocampista che domenica 2 ottobre ha fatto gol a San Siro in Milan-Sassuolo e adesso si gode il presente. «È il momento che tutti i bambini aspettano», ha detto lui davanti alle telecamere. Fosse un uomo. Certi giorni ci si accontenta di crederlo, e oggi va benissimo visto che il ragazzo è sulla bocca di tutti. Cresciuto a Galbiate (provincia di Lecco), quando era alto così Manuel giocava all’oratorio nella squadra allenata dal papà a Pescate. Poi un giorno sono arrivati gli emissari dell’Atalanta. Aveva 8 anni. Come sempre, il Maestro Bonifacio ci vide più di un talento: ci vide un campione e lo volle a Bergamo.

 

https://youtu.be/7KBKWF5Nfa4?t=1m

 

Comincia da qui la storia del “Loca”, ricciolino come un Candy-Candy, grinta che neanche Jeeg Robot. D’acciaio è la volontà, di burro l’emozione: «Le lacrime sono la conseguenza di tutti i sacrifici che ho fatto, e il merito ovviamente va alla famiglia, agli amici, a tutti quelli che mi sono stati vicino», ha detto dopo la fucilata contro il Sassuolo. C’è chi dice «il difficile viene adesso» (è Filippo Galli, il responsabile del settore giovanile rossonero), e c’è chi aveva già previsto tutto: «Abbiamo fra i giovani un ragazzo straordinario, che si chiama Locatelli e che spero possa essere un grande regista in futuro». Chi lo ha detto? Un indizio: ha appena festeggiato gli 80 anni. Bravi, è lui: Berlusconi. Di lui parlò benissimo anche Mauro Bianchessi, altro uomo-Milan: «Può essere il futuro capitano del Milan, è un po’ Pirlo e un po’ Montolivo». Praticamente un Montopirlo, figura mitologica che gioca davanti alla difesa.

 

https://youtu.be/LNYOlHhZw7Q

 

Nel 2009 l’Atalanta soffiò al Milan un giocatore e il club rossonero – si dice per ripicca – contrattaccò convincendo Locatelli a passare in rossonero. Raccontano che una volta segnò, restò in campo con un braccio rotto (tipo Beckenbauer a Mexico ’70) e fece gol di testa. Miti e leggende della pelota. A Bergamo Locatelli cominciò la metamorfosi di calciatore tecnico e tenace, il ragazzo che oggi sta facendo il giro dei quotidiani. Un gol può cambiarti la carriera. Ma sono anni che Locatelli gioca ad alti livelli. Ha giocato in tutte le nazionali giovani (dall’Under15 all’U 19 fino all’Under 21), mostrando qualità e generosità. Su YouTube gira anche un video in cui si vedere Locatelli (già al Milan) con la maglia numero 8 che apre il gioco e manda i compagni in porta. Lo chiamano “The Architect”, l’Architetto.

 

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