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I NUMERI DELLA "CELESTE"

L’Uruguay in cifre

L’Uruguay in cifre
Personaggi 22 Giugno 2014 ore 12:50

Stasera alle 18 ci sarà la super sfida tra Italia e Uruguay a Natal. Vediamo di analizzare (attraverso i numeri) la squadra allenata da Tabarez, vecchia conoscenza del calcio italiano, Tra gli “italiani” in campo ci saranno anche Cavani e Forlan,

2 – I mondiali vinti dall’Uruguay tra cui la primissima edizione (nel 1930) vinta dagli Uruguagi in terra patria a cui ha fatto seguito il mitico trionfo firmato vent’anni dopo (1950) nel mondiale brasiliano nella partita che verrà per sempre ricordata come il “Maracanazo”, ossia il suicidio brasiliano allo stadio Maracanà dove si consumò un a specie di dramma sportivo per 200mila spettatori a causa della vittoria degli uruguyani per 2-1 con la rete decisiva di Ghiggia.

28 anni e 43 giorni – L’età media della Nazionale, decisamente alta: sono la terza rappresentativa per anzianità alla Coppa del Mondo, dietro Argentina e Portogallo. D’altronde, non sono pochi i giocatori della Celeste che non hanno già partecipato alla Coppa del Mondo di 4 anni fa: 6. L’Uruguay si presenta in Brasile quindi con un gruppo corroborato e solido, che negli ultimi anni ha vinto la Copa America ed è arrivato quarto ai mondiali sudafricani, e ora punta a migliorarsi ancora. Al tempo stesso però, la robustezza dell’organico può nasconderne il limite maggiore: l’anzianità. Un difetto che potrebbe affiorare in una competizione che concentra tante partite in pochi giorni e dove si gioca in condizioni climatologiche indubbiamente proibitive, tra caldo e grande umidità.

107 – Sono le partite che ha disputato con la Celeste Diego Forlan, il più presente giocatore di tutti i tempi nella storia della Nazionale uruguayana. L’ex-attaccante dell’Inter sarà presente anche a questa Coppa del Mondo, nonostante l’età (35 anni) e la parabola discendente della sua carriera (dopo il flop all’Inter, ha giocato all’Internacional in Brasile e ora in Giappone, al Cerezo Ozaka). Tabarez lo ha voluto lo stesso nel gruppo dopo che a Sudafrica 2010 fu lui a guidare la sorprendente cavalcata dei sudamericani, che chiusero quarti, battuti in semifinale dall’Olanda. L’ex-punta nerazzurra conquistò il titolo di capocannoniere del torneo assieme a Muller, Villa e Snejider.

11 – Sono le giornate di Serie A che spese sulla panchina del Milan l’allenatore Oscar Washington Tabarez. Nell’estate del 1996, infatti, Berlusconi scelse l’attuale ct dell’Uruguay per sostituire Fabio Capello, che salutava Milanello dopo sei stagioni di successi. El Maestro (questo il soprannome del tecnico, che in passato fu anche professore in una scuola di Montevideo) era reduce da una bella stagione al Cagliari, ma San Siro non riuscì a imporre la sua maestria: a inizio dicembre venne esonerato, per far spazio ad Arrigo Sacchi. Tabarez guida l’Uruguay dal 2006, e ha impostato il suo lavoro in primis su una ristrutturazione totale della federazione, con nuove guide per le squadre giovanili e nuovi metodi di allenamento. Gli ottimi risultati ottenuti in questi 8 anni dalla Celeste gli hanno dato ragione.

31 – Tanti i gol che quest’anno ha siglato Luis Suarez col Liverpool: cifra alta, anche se non è record personale per El Pistolero, che nel 2009/10 fece 49 reti in 48 partite con l’Ajax. Il bottino di questa stagione non è bastato però ai Reds per conquistare la Premier, svanita sul più bello, ma hanno consolidato il valore e l’esperienza dell’attaccante 27enne, che si presenta al Mondiale come uno dei giocatori più temibili. In attesa dell’inizio del mercato, quando il Liverpool dovrà fare salti mortali per trattenere a Stamford Bridge l’uruguayano, che intanto ha guidato la vittoria dei sudamericani contro l’Inghilterra grazie ad una doppietta.

15 – Le edizioni della Copa América conquistate dalla Celeste, record che la rende, a sorpresa, la Nazionale sudamericana più vincente del torneo, davanti pure ad Argentina e Brasile. L’ultimo successo è stato nell’estate del 2011, quando l’Uruguay trionfò al Monumental di Buenos Aires e ruppe un digiuno di 16 anni, battendo in finale il Paraguay 3-0. 8 dei 15 successi dell’Uruguay sono precedenti la Seconda Guerra Mondiale, quando la Celeste divenne una delle Nazionali più forti al mondo, tra gli anni Venti e Trenta. Uno dei leader di quel gruppo era il roccioso difensore José Nasazzi, figlio di emigrati italiani originari di Esino Lario, piccolo comune del lecchese.

199.854 – Erano i tifosi presenti allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro il 16 luglio 1950, giorno in cui l’Uruguay affrontò il Brasile nella gara conclusiva della Coppa Del Mondo e lo batté contro ogni pronostico. Mai nessun’altra partita ha fatto registrare tanto pubblico. E poche altre partite hanno riservato un risultato tanto sorprendente: la Seleçao giocava in casa ed era data per netta favorita tanto che, ai muri dello stadio, già erano stati attaccati i manifesti che salutavano la Nazionale come vincitrice. L’Uruguay passò in svantaggio, poi pareggiò e a 10 minuti dalla fine fece 2-1 con Ghiggia: la cerimonia di premiazione si svolse in uno stadio ammutolito, tra le lacrime e la vera e propria disperazione dei brasiliani: si calcola che quella sera si suicidarono 34 tifosi Carioca, e altri 56 ne morirono per attacchi di cuore.

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