Menu
Cerca

Mi sto rendendo conto che…

Personaggi 25 Ottobre 2014 ore 11:30

Una settimana fa si è concluso il Sinodo. Lo abbiamo seguito con molto interesse. Intorno c’è stato un gran dibattere sulla dottrina della Chiesa. Alcuni dicono che si deve aggiornare, altri che non si può non tener conto di quel che è stato stabilito nei secoli. C’è ampio spazio per mettersi d’accordo. Militia est vita hominis super terram, diceva il vecchio Giobbe: la vita è come entrare nella Legione Straniera. Bisogna combattere.

Papa Francesco siede sul soglio di Pietro. Speriamo che non lo crocifiggano a capo all’ingiù, ma il suo ruolo è quello. Papa Francesco è un innovatore. Su gay, lesbiche e divorziati risposati dovrà prendere una posizione, dovrà cambiare qualcosa – dicono gli uni. Non se ne parla neppure, sostengono gli altri: al massimo si potranno rendere più veloci i processi di annullamento. Ma papa Francesco siede sul soglio di Pietro. E Pietro, a suo tempo, si è trovato alle prese con un problema ben più grande di quelli del Sinodo. La vicenda è narrata negli Atti degli Apostoli. Noi la riassumiamo brevemente.

A un tale che abitava a Cesarea viene in mente di mandare a chiare Pietro che in quel momento era ospite di un amico a Jaffa, l’attuale Tel Aviv. Sono una sessantina di chilometri. Pietro, nel frattempo, ha un sogno che non capisce. Quando arrivano quelli di Cesarea intuisce che potrebbero avere a che fare col sogno e va con loro da chi li aveva inviati: un romano, certo Cornelio che di mestiere faceva il centurione. A piedi ci vogliono un paio di giorni. Quando arriva da Cornelio, Cornelio gli si getta ai piedi in adorazione. Ma Pietro lo tira su dicendogli le famose parole: «Tranquillo, sono un uomo anch’io». Cornelio allora gli fa strada verso un’altra stanza dove c’erano un sacco di persone in attesa dell’ebreo che doveva venire. E Pietro mette subito le mani avanti: «Voi sapete che non è permesso a uno come me unirsi o incontrarsi con gente di un’altra razza come voi. Però, siccome il Signore Iddio mi ha fatto capire che non si deve ritenere profano o immondo nessun uomo (gliel’aveva detto nel sogno), allora sono venuto. Ditemi dunque: che c’è?». E quelli gli chiedono nientemeno che di essere battezzati.

E adesso viene il bello. Perché Pietro – un ebreo circonciso che fino a quel momento aveva pensato che la buona novella riguardasse solo gli ebrei circoncisi come lui – se ne esce con un discorso incredibile: Sapete che vi dico? – continua – «Che sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, a Lui va bene. E questa è la parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti».

Qui non si trattava di preferenze sessuali o di due o tre che avevano avuto problemi con la moglie o il marito. Si trattava di gente senza nessuna storia, poliziotti romani, donne di dubbia origine e senza nessuna conoscenza della Torah. Goyim. Robaccia, insomma. E poi non si trattava solo di loro. Anche tutti gli altri infedeli incirconcisi da quel momento avrebbero potuto farsi avanti e dire: Anch’io!, Anch’io! e godere dello stesso trattamento. Ma lui tranquillo: Sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone. Da non credersi.

E a questo punto racconta tutta la storia com’era andata, di Gesù morto e risorto, e alla fine conclude: «A noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti, ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome». Chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati. Mica storie: chiunque.

Finita la full immersion di dottrina Pietro se ne torna a Tel Aviv e poi sale a Gerusalemme, che sono altri 70 chilometri. Appena arrivato quelli che erano lì – “gli apostoli e i fratelli che stavano nella Giudea”, dice il testo originale (gli apostoli e i fratelli), i circoncisi – venuti a sapere – non si sa per quale via – che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio, “lo rimproveravano (lo rimproverarono, rimproverarono Pietro) dicendo:«Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!». Un abominio: tutto si sarebbero aspettati da quell’uomo, meno che mangiasse con dei non circoncisi.  E così il poveretto dovette chiarire bene tutto e ci mise un certo tempo prima che quelli capissero com’era andata e cosa implicava la faccenda.

Sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persona. Che non importa da che storia venga uno o che tendenze abbia: se lo teme (cioè se lo riconosce come Signore della sua vita) e si comporta bene, lui lo accetta. È cambiato il mondo su questo “mi sto rendendo conto” di Pietro. Si ha l’impressione che anche Francesco si stia rendendo conto. Speriamo che non lo rimproverino in troppi.