Non basta una secchiata d’acqua I malati di Sla han bisogno di fondi

22 Agosto 2014 ore 11:17

Ormai non passa un momento senza che un Vip, sottovip, paravip si tiri una secchiata d’acqua gelata in testa, possibilmente con video incorporato da sparare in Rete in tempo reale, così l’effetto virale è assicurato. L’ha fatto anche Renzi e la notizia sarebbe stata se il premier italiano si fosse sottratto al gioco dell’estate. Barack Obama, per esempio, ha preferito staccare un cospicuo assegno per sostenere la ricerca contro la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Sì, perché l’ice bucket challenge (letteralmente la sfuma del secchio d’acqua ghiacciata), è nata alcuni anni fa negli Stati Uniti. A promuoverla è stato Pete Frates, ex giocatore di baseball colpito dalla malattia: in America, l’iniziativa ha consentito di raccogliere donazioni per quasi 40 milioni di euro. In Italia, nonostante il bombardamento mediatico, sinora lo show ha partorito la miseria di 33 mila euro. Ha annotato Massimo Mauro, ex calciatore, opinionista di Sky e presidente dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (Aisla): “L’80 per cento delle donazioni è arrivato via Pay Pal da persone comuni, con versamenti di 5, 10 e 50 euro. Qualche cantante si è spinto  fino a 500, massimo 700 euro, ma non voglio fare nomi”.

Nel 2010, il governo Berlusconi cancellò 2,5 miliardi di euro: a tanto ammontava il fondo per la non autosufficienza e le politiche sociali. E in questo fondo c’erano anche i soldi per i malati di Sla e per le loro famiglie. Giancarlo Petrangeli, architetto, 79 ani, ex docente universitario, ha raccontato al Fatto Quotidiano: “Mio figlio Stefano, 50 anni, ex karateka di livello mondiale, ha la Sla. Ci occupiamo di lui in sette. Io, mia moglie, il fratello, un’infermiera, un’ausiliaria e due persone che coprono le notti. Siamo abbandonati da tutti. Abbiamo chiesto un materasso antipiaghe, ci hanno risposto dopo sette mesi. Ci hanno detto di no perché costa troppo”.  In Italia, i malati di Sla sono 5 mila. Bene che gli vada, ricevono 1.300 euro al mese. E, da questo Stato assente, di docce gelate ne hanno già prese sin troppe.

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