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Non tutto va bene, madama la…

Personaggi 15 Ottobre 2014 ore 10:49

Tout va très bien madame la marquise. E invece no, per niente. Sempre di più e  secondo un vezzo ormai consolidato voci della politica amplificate ad arte da strombazzamenti mediatici tentano di far digerire rospi sinceramente troppo duri da mandar giù.  Poi all’improvviso si leva una voce, autorevolissima.

“Siamo in un clima di fisco predatorio”. A dirlo, a sorpresa, non è un personaggio che tira acqua al proprio mulino per questa o quella propaganda di un qualsiasi schieramento politico. No, si tratta invece di un uomo di Chiesa. Nessuno ci avrebbe pensato e a molti suona incredibile: l’esternazione del Cardinale Angelo Bagnasco  impressiona  per la forza penetrante del suo messaggio diretto nel corso della sua prolusione alla Conferenza dei Vescovi dello scorso 22 settembre, da lui stesso presieduta.

“Chiediamo a tutti i responsabili della cosa pubblica, a coloro che hanno risorse finanziarie o capacità imprenditoriali, di fare rete “super partes” poiché la gente è stremata e non può attendere oltre. Il disagio, lo si sa, più perdura e più lascia il segno negli animi, fissa abitudini non sempre positive, è brodo di coltura non del meglio. “L’occupazione difficile e il fisco predatorio, la burocrazia asfissiante e la paura diffusa di fare passi sbagliati, tutto concorre a non creare lavoro nei vari settori del pubblico e del privato, non stimola l’inventiva, non trattiene i giovani nel Paese”. Parole pesanti come pietre che arrivano in un momento in cui molte campane sciolte a volte con troppa disinvoltura in rintocchi di giubilo, suonano a morto secondo le indagini svolte dai vari istituti specializzati, tesi a monitorare la situazione italiana e in generale europea. Quante volte si è invocato da più parti e senza distinzione di colore l’alleggerimento della burocrazia e quante volte questa volontà si è tradotta in velleità e basta! Il sistema burocratico si fonda su una mentalità autolegittimante, orpellosa e pesante, su ‘grida’ stile  ancien regime durissime da sradicare e su tutta una lunga filiera di ‘guarentigie’ che fanno agio a una interminabile serie di categorie. Purtroppo questo andazzo tradotto nella contemporaneità ha il peso devastante di tutta la miopia possibile nei confronti dei bisogni reali di un paese, stimolato paradossalmente a crescere senza dargliene le possibilità concrete. Un po’ come blaterare tanto di prevenzione medica e vedersi sbarrate di fatto le porte perché per un esame qualsiasi occorrono mesi.

Il re è nudo e chiunque può e deve accorgersene e se un sacerdote come Bagnasco sottolinea, forse in assoluto per la prima volta, le effettive falle di un sistema usando parole chiare dovrebbe indurre a  pensare tutti coloro che il troppo fumo rende illusi quando non collusi.

A questo si aggiunge la notizia dell’elaborazione dati effettuata da AdnKronos riguardo il milione di italiani che hanno denunciato il “vicino di casa” portando allo stato un introito di 155 milioni di euro. L’onestà è una cosa, l’arte della delazione su istigazione, altra. Siamo prossimi a quanto accadeva tra gli abituri della Germania est a caccia di spioni da blandire e poveri cristi presi al laccio. Roba da 1984 di Orwell o da Fahrenheit 451. La lotta tra poveri si scatena proprio nei periodi di maggiori crisi, economiche o belliche, ed ecco che si legittimano i corpo a corpo e le rese dei conti travestite da ragioni etiche si fanno largo. Durante le guerriglie, nel corso di battaglie epiche passate alla storia, senza parlare delle guerre civili, gli episodi di regolamento di una qualche pendenza personale sono stati sempre la regola.

Lo stesso accade adesso. Che ciascuno pensi piuttosto a se stesso, ai propri immancabili “scheletri nell’armadio” senza ergersi a giudice, memore ogni tanto dell’episodio dell’adultera e della prima pietra da scagliare. Alle indagini pensino gli organi ufficiali di investigazione pagati per svolgere un lavoro simile. Questo così come viene inteso non realizza un più un mondo morale, ma anzi con il pretesto di una etica all’acqua di rose che sottende soltanto ragioni economiche sopprime proprio lo stesso principio. Pagare le tasse è cosa giusta e doverosa, ci mancherebbe altro. Ma lo stesso diritto ci dice che qualunque contratto, anche se per adesione, che preveda una vessazione “ultra dimidium” si rescinde. La gente è oppressa, sottolinea Bagnasco, verissimo. La gente si suicida, e sono in tanti perché non ce la fanno più.

E questo di fronte all’indifferenza generale, come se tutto fosse normale e certe imposizioni promanassero più da dogmi teologici che da leggi statuali per loro natura transeunti. Un amico mi ricordava, a mo’ di aneddoto, il codice di guerra che prevede la facoltà data al prigioniero di darsi alla fuga, assumendosene ogni responsabilità naturalmente. Pur di salvarsi la pelle, scappare: forse allo stato delle cose può sembrare una iperbole, ma anche i paradossi talvolta possono servire a meditare.