senza dimenticare le radici

Olimpia Karate, eccellenza orobica che conquista i podi mondiali

Olimpia Karate, eccellenza orobica che conquista i podi mondiali
21 Novembre 2017 ore 09:45

Pensa a quasi tutto lei. «Biglietti aerei per le trasferte lunghe. Hotel, camere o alloggi. Taxi. L’accompagnamento dei genitori quando si parla dei più piccoli. Insomma, quel che serve. Ci perdo anche il sonno ma non tralascio nulla, penso a tutto e a tutti, e mi piace, lo faccio volentieri. Qui siamo come una famiglia». Dietro una grande società sportiva c’è sempre una grande donna, e Sara De Carli è la presidente e tuttofare della Olimpia Karate Bergamo.

Un’eccellenza bergamasca. L’Olimpia è una delle eccellenze sportive bergamasche, tra le prime trenta società italiane e tra le prime quattro-cinque strutture specializzate nel kumite di primissimo piano dell’intera bergamasca. Nata trent’anni fa, adesso conta un centinaio di iscritti. È riconosciuta dalla Fijkam, la federazione di lotta e arti marziali del Coni, che solo in provincia di Bergamo conta quasi una trentina di società di questo tipo. Ma l’Olimpia ha una marcia in più. «A un certo punto ci siamo trovati a fare i conti con le ambizioni degli atleti, con le loro doti, e allora abbiamo pensato che era il caso di confrontarci con qualcosa di più grande. Ma soprattutto ci piaceva l’idea del confronto con realtà diverse», racconta Sara.

 

 

Piccoli campioni crescono. Non è facile entrare in una dimensione internazionale mantenendo le peculiarità di un focolare domestico. L’Olimpia ci è riuscita. Ha quattro sedi – Ambivere, Branzi, Treviolo e Zogno -, accoglie i bambini e gli agonisti della zona, gestisce il tutto con spensieratezza, ma negli anni ha guardato anche a l l’aspetto mondiale e non si è sottratta alla sfida. «Abbiamo semplicemente iniziato a fare gare diverse, un po’ più grandi, fino a che siamo entrati in un circuito internazionale e adesso è diventata la normalità». L’ultima grande soddisfazione è arrivata da Anna Salvetti, che lo scorso ottobre ha vinto il titolo di campionessa italiana juniores 68 kg e per un pelo non è stata convocata pure per i Mondiali. «Qualche questione scolastica – sorride Sara -, sarebbe meglio non dirlo, ma si è mangiata le mani». D’altra parte Anna è un’atleta di interesse nazionale, che in vista dei grandi eventi futuri avrà certamente la sua chance. Come lei ce ne sono tanti: Nicole Forcella, Massimiliano Decio, Antonio Marletta, Patrizio Rovelli, Alex Ezzembemberg, Nicole Maffi, Emily Ambrosioni, Salma Kalloufi, Francesca Ravasi e Giulia Bonaiti.

 

 

Andrea, sui podi più importanti. Fino ad arrivare ad Andrea Arioli, 17 anni, che (buona sorte a parte) ha un futuro da Giochi Olimpici. Andrea sta già partecipando al programma Tokyo 2020 con la Federazione, una volta al mese scende a Ostia ai raduni della nazionale e lavora duro in vista del grande sogno olimpico. Arioli due anni fa è diventato campione del mondo a Giacarta, mettendo in luce le sue potenzialità e anche il lavoro dell’Olimpia Karate Bergamo. «Io sono di Branzi – racconta Andrea -, quando sono tornato mi hanno fatto la festa. È strano vedere tutto un paese che ti festeggia, è stato bellissimo. Un paesino piccolo eh, ma bellissimo. La mia palestra è come casa, ci sto benissimo. Scendere a Roma ogni mese è bello, ma lavoro molto bene anche con il mio maestro Mohamed Jendaoui, che è pure il mio vicino di casa. In palestra il nostro è un rapporto gerarchico, il classico allievo-maestro, però fuori siamo amici. Essere campione del mondo è una cosa particolare: per un giorno, almeno uno, ti senti al top».

 

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Impegni ed efficienza. Per raggiungere queste vette il talento non basta. Ci vuole dedizione, volontà, programmazione. E una struttura alle spalle che garantisca ai ragazzi un lavoro ben fatto. È in questo senso che va l’Olimpia Karate, non tralascia nulla. Nel 2011 arrivò il terzo posto ai Mondiali in Malesia di Nicole Forcella, uno dei primi traguardi internazionali della società, arrivando persino a battere la squadra del Corpo forestale, composta tutta da atleti del giro azzurro. Conta la voglia di fare. «Io seguo più i bambini e i ragazzini – racconta Sara -, invece Mohamed tiene più gli agonisti. Sono di Treviso, faccio l’impiegata e il tempo per il karate non è mai abbastanza. Lo faccio da quanto avevo undici anni, adesso ne ho trentotto. Facevo già l’insegnante a Ponte di Pieve e ho continuato a farlo qui, a Bergamo, dove mi sono trasferita per motivi di lavoro». Il prossimo impegno per l’Olimpia Karate Bergamo sarà la Venice Cup, a Caorle, il prossimo 16 novembre, una gara internazionale con 1.700 iscritti.

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