Chi se ne prende cura

Orio al Serio, un organo Bossi da far invidia a una basilica

Orio al Serio, un organo Bossi da far invidia a una basilica
Personaggi 14 Agosto 2018 ore 10:20

Nella chiesa parrocchiale San Giorgio Martire di Orio al Serio si nasconde un gioiello di straordinario valore artistico: il bellissimo organo realizzato nel lontano 1832 dalla prestigiosa ditta organaria “Carlo Bossi e figli”. «Orio, nel passato, ha avuto una storia di una notevole importanza – spiega il vicesindaco Gianluigi Pievani –, infatti molte famiglie ricche venivano ad abitare qui, perché potevano stare vicine alla città, ma allo stesso tempo si trovavano in una bella zona di campagna: le famiglie di possidenti, oltretutto, spesso facevano delle donazioni per la parrocchia o commissionavano opere d’arte». Tra questi lasciti di un passato glorioso, uno dei tesori più pregiati è l’organo della chiesa, prodotto da una delle più importanti famiglie di organari lombarde del XIX secolo in sostituzione di un altro strumento preesistente, del quale però non si ha alcuna traccia né documentazione. L’organo è conservato in ottime condizioni: venne restaurato nel 2000 dalla ditta Piccinelli di Ponteranica, e ogni anno viene accordato e sottoposto a manutenzione.

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Particolarmente legato a questo strumento è Simone Poma, assessore alla cultura e istruzione, nonché organista della chiesa: «Fin da quando ero ragazzo davo una mano in parrocchia. Nel 1990 il parroco iniziò a dire che serviva qualcuno che imparasse a suonare l’organo, per accompagnare i canti delle celebrazioni liturgiche: mi chiese se ero disponibile e io decisi di provare». Cominciò così a prendere le prime lezioni, e da allora non ha più smesso di suonare a un paio di messe tutte le domeniche, trasmettendo questa passione anche al figlio, organista a sua volta e studente di pianoforte in conservatorio. Il suo amore per la musica, inoltre, si è materializzato nell’impegno per la creazione della scuola “La Città della musica”.

L’organo Bossi è al centro di un vero e proprio progetto di valorizzazione: «Recentemente, a spese dell’amministrazione, abbiamo fatto inserire il registro dei campanelli, per aggiungere una voce in più a questo strumento e renderlo il più completo possibile», spiega Poma. «Ogni anno, poi, organizziamo un concerto nel periodo della festa del patrono (San Giorgio), invitando organisti di fama nazionale e internazionale. I brani che vengono eseguiti attingono al patrimonio della musica sacra, ma non solo: quando si parla di organo, si pensa immediatamente ai componimenti religiosi, ma non dobbiamo dimenticare che, nel passato, qui venivano anche messe in scena delle operette profane, come quelle di Puccini o Donizetti».

 

 

Negli anni sono stati davvero tanti i maestri che si sono esibiti a Orio: tra di loro, anche l’organista titolare del Duomo di Milano, che al termine della serata ha pubblicamente tessuto le lodi del “bellissimo” strumento della chiesa oriense. L’ultimo concerto, tenutosi nell’aprile scorso, è stato quello del maestro Marco Ruggeri, cremonese, docente in vari conservatori, che tiene concerti in Italia e all'estero. A quest’organo, pezzo pregiato di storia locale, si legano anche i ricordi dei più anziani del paese, i quali, da ragazzi, durante le messe facevano funzionare a forza di braccia i mantici, per tenere costante la pressione dell’aria nelle canne e far uscire il suono (meccanismo che ora è meccanizzato).

L’importanza di questo strumento, però, va ben al di là dei confini del paese: è infatti senza dubbio uno degli organi più belli e in miglior stato di tutta la provincia. Un piccolo tesoro che vari esperti hanno definito addirittura “sproporzionato” per una chiesa come quella di Orio. Per la sua potenza, infatti, potrebbe anche essere situato in una basilica di dimensioni maggiori.