Gli errori e la disfatta

Si sta ricombattendo Waterloo Proprio ora, con 6mila attori

Si sta ricombattendo Waterloo Proprio ora, con 6mila attori
Personaggi 18 Giugno 2015 ore 15:40

Dai documenti disponibili alcuni storici evincono che, secondo le sue previsioni, Napoleone Bonaparte duecento anni fa a quest’ora era totalmente convinto di essersi già sbarazzato sia dell’esercito inglese di Wellington che di quello prussiano di von Blücher («Wellington è un pessimo generale. Prevedo la vittoria prima dell’ora di pranzo», è la citazione celebre). La storia invece ci dice che l’esito del conflitto scatenatosi nella località belga di Waterloo ebbe ben altro finale per l’imperatore francese che, pur non essendone conscio in quell’esatto momento, si trovò di fronte alla sua sesta sconfitta complessiva (su sessanta battaglie combattute), che si rivelò anche essere il suo ultimo scontro contro l’avversario.

 

 

Rientrato infatti in Francia, le petit empereur venne esiliato sull’isola di Sant’Elena, dove morì il 5 maggio 1821. Ora, in occasione del duecentennale di quello che fu il capitolo conclusivo di uno dei più importanti strateghi militari di tutta l’Età Moderna, si prende mano agli archivi, si rispolverano documenti dimenticati e si dà voce agli esperti che nella loro carriera si sono affermati come provetti studiosi dell’età napoleonica. Ecco così venir fuori gli errori che il generale Bonaparte compì a Waterloo, caduta storica talmente chiacchierata da essere diventata la pietra di paragone di qualunque altra fragorosa perdita (al pari della Caporetto nostrana).

Molte di queste questioni erano note già in precedenza: non ci sorprende di sentire tra le cause della disfatta la pessima scelta dei collaboratori, con la decisione di fare del maresciallo Ney (terribile stratega militare) il vice-comandante della spedizione, o gli errori di avventatezza tattica (come inseguire i drappelli prussiani battuti inizialmente), uniti al senso di superiorità, tendente alla superbia, che l’imperatore francese nutriva verso qualunque suo rivale. Curioso invece constatare come una corrente di pensiero annoveri tra le cause della sconfitta un dolore che Napoleone pare temesse più di mille eserciti: le emorroidi. Durante il periodo seguito alla fuga dall’isola d’Elba, Bonaparte, secondo i pareri di esperti di urbanistica napoleonica, era solito portare con sé un paio di esemplari di bidet con annesso clistere perché, in quanto fortemente ipocondriaco, era terrorizzato dal fatto che quel fastidioso male avesse potuto compromettere la possibilità di andare a cavallo.

 

 

La rivisitazione del videogame. Oltre a rispolverare i documenti sulla sconfitta francese, i più fantasiosi hanno ideato una vera e propria rivisitazione della battaglia che si svolgerà a Waterloo dal 18 al 21 giugno e che vedrà coinvolti più di 6mila attori. L’iniziativa, con tanto di sito ufficiale, ha dato ai turisti la possibilità di comprare pacchetti per visitare i luoghi dei combattimenti e assistere allo scontro.

Ma le celebrazioni non si fermano qui e prevedono anche un apporto considerevole dal mondo online. Infatti, per tutti quelli che non si potranno recare in Belgio, da stamattina, 18 giugno, è possibile assistere alle otto ore di battaglia in diretta streaming, grazie ad una riproposizione resa possibile da un videogame. Si chiama Scourge of War: Waterloo e sfrutta il videogioco di Matrix Games/Slitherine, per riprendere minuziosamente ogni singola mossa degli schieramenti di quell’infausto giorno del 1815. Dalle 11.30, ora in cui ci furono i primi colpi di artiglieria, fino alle 19.30, quando tutto finì, sulla pagina Twitch della Slitherine è possibile godersi lo scontro, con tanto di commento inglese degli esperti.