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Perché Conte ha richiamato Balotelli in Nazionale

Personaggi 11 Novembre 2014 ore 11:50

Ma quale sponsor, Conte ha messo Balotelli spalle al muro. Nel Paese dove la dietrologia regna sovrana, la riconvocazione di Balotelli in Nazionale ha scatenato una ridda di ipotesi, culminata in una certezza: Conte ha richiamato l’attaccante in azzurro perché sia l’uno sia l’altro hanno come sponsor la Puma. Una solenne scemenza: primo, perché chi l’afferma non conosce Conte il quale decide sempre di testa sua e se ne infischia di qualunque (presunto) condizionamento esterno. Secondo, perché Conte ha parlato chiaro sin dall’inizio: mi serve gente che abbia fame, non fama. E, dunque, per Balotelli delle due l’una:o si sveglia o la Nazionale non la rivedrà più sino a quando non si sveglia.

La coerenza del ct inchioda i dietrologi, soprattutto perché i numeri schiacciano le parole. Scrive stamani calciomercato.com evidenziando un’approfondita inchiesta de La Stampa: “Rispetto al 64% di giocatori del nostro Paese impiegati all’epoca del primo incarico da ct di Marcello Lippi, col passare degli anni i numeri si sono capovolti ed è diventato sempre più usuale leggere formazioni iniziali in cui gli italiani sono in evidente minoranza. In particolare, nell’ultimo turno è stato stabilito un nuovo record com 132 stranieri titolari su 220 giocatori schierabili, ossia il 60%. 14 squadre su 20 hanno mandato in campo squadre in cui gli italiani erano in minoranza: l’Udinese davanti a tutti, con una formazione interamente di stranieri, a seguire i 6 di Genoa, Sampdoria, Juventus e Torino. Dati allarmanti arrivano anche dalle altre formazioni di maggiore blasone, con Inter e Fiorentina che hanno avuto in Ranocchia e Aquilani gli unici italiani dal 1′, il Milan che di giocatori autoctoni ne ha impiegati solo 4, passando per i 3 di Lazio e Roma e i 2 del Napoli. Escludendo i viola, quella che dovrebbe essere l’élite del nostro calcio e ci rappresenta spesso a livello europeo, ha schierato 48 calciatori stranieri su 66: il 72,72%. Gli esempi più virtuosi sono rappresentati dal Sassuolo, con 2 stranieri in campo su 11 (primato stagionale), seguiti da Atalanta, Cagliari, Cesena ed Empoli con 4. Dando un’occhiata anche ai marcatori dell’undicesima giornata di campionato, quella appena andata in archivio, 21 delle 29 reti complessive del weekend non sono di produzione italica e il trentasettenne Antonio Di Natale è l’unico nostro rappresentante nei primi 7 posti della classifica cannonieri”. Con questa penuria di buoni giocatori, è evidente che Conte cerchi di recuperare anche il miglior talento della generazione Novanta. Sperando che recuperi il tempo perduto e cominci a fare ciò che gli riesce meglio. Giocare a calcio. Sarebbe ora.