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Da New York alla nostra Bergamo

Chi è Piet Oudolf, che ci ha regalato una Piazza Vecchia verde così bella

Chi è Piet Oudolf, che ci ha regalato una Piazza Vecchia verde così bella
Personaggi 20 Settembre 2018 ore 04:00

Dimenticatevi la vecchia idea di giardino, tutto belle aiuole e colori dei fiori ben calcolati. È un’idea di giardino che non è più al passo con i tempi. Ora siamo in una nuova epoca. E questa nuova epoca ha il suo profeta. Si chiama Piet Oudolf, è nato in Olanda e ha 74 anni. A Bergamo è già figura nota, perché si presenta puntuale a tenere lezioni e conferenze durante “I Maestri del Paesaggio”, il festival di design paesaggistico che, dal 2011, si tiene ogni anno. Ma quest’anno la sua presenza è ben più percepibile: ha infatti allestito Piazza Vecchia con un giardino realizzato seguendo la sua filosofia, che è quella del “giardino spontaneo”.

 

[Piet Oudolf in Piazza Vecchia. Foto di Mario Rota]

 

Oudolf è una vera autorità in materia e nel suo curriculum ha alcune creazioni che hanno cambiato il volto di diverse grandi città. Il primo è stato il Lurie Garden nel Millennium Park di Chicago, dove solo le bordure contano 120 mila bulbi, 35 mila perenni di 250 varietà e 5.200 cespugli di 14 varietà. La seconda creazione, ancora più celebre e più mediatica, è il giardino realizzato sulla High Line di New York, uno dei luoghi più frequentati e più amati della metropoli americana: un lungo percorso pedonale realizzato dove correva il treno che collegava i vari “pier” sull’Hudson. Sugli ex binari dell’High Line di New York, dove le piante spontanee nate tra i binari quando la linea ferroviaria è stata dismessa, sono state incrementate con altre rigorosamente rustiche. Un capolavoro che ha affascinato milioni di frequentatori di quel luogo e che gli è valso l’AIA Award. Come avrete capito, quella di Oudolf è una filosofia nuova che in realtà riscopre un esistente: in sostanza ha inventato il metodo “New Perennial” e “New Wave Painting”, dove le erbacce vengono portate in trionfo. Regalandoci pennellate vegetali con piante spontanee al posto di specie abusate in giardino.

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Nei giardini di Oudolf non ci sono le consuete piante annuali che ornano abitualmente le aiuole. Lui predilige le “perenni” cioè quelle che hanno almeno due anni di vita. Nonostante il loro aspetto un po’ “wild”, evidente ad esempio nel Lurie Garden di Chicago pensato come una collezione di piante perenni, dalla Echinacea purpurea a varie altre erbe, i progetti green del paesaggista olandese nascondono però una grande disciplina. Anche se lo spirito sembra quello libero di una prateria, in realtà Oudof esercita sempre un grande controllo sulle sue creazioni. Non perché intervenga continuamente per curarle, ma perché le conosce talmente bene da poterne prevedere gli sviluppi. «Le piante devono comportarsi da buone piante da giardino», spiega sempre. «Quando il giardino diventa selvaggio significa che qualcosa è andato storto». Il risultato è che nei meccanismi vegetali innestati da Oudolf è sempre il caos a controllare la bellezza.

 

Foto di Mario Rota
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Un’altra caratteristica dei giardini firmati Oudolf è che non vanno mai “in letargo”. Per lui la pianta è una struttura architettonica, cioè è da ammirare anche per la sua forma fisica spesso così flessuosa e quindi ha una sua bellezza che può essere apprezzata anche nei mesi freddi e morti dell’anno. Con lui si impara che lo spettacolo della natura in un giardino è apprezzabile tutto l’anno. Sono piante che tollerano la siccità, amano il pieno sole; danno il meglio di sé in primavera e in estate, affascinano in autunno e sono davvero stupende in inverno con gli steli e le piume adornate da brina e ghiaccio. E non pensiate che siano uno sfizio eccentrico di uno a cui piace fare le cose diversamente da come le fa il mondo. In realtà la filosofia di Oudolf rappresenta una scelta molto adatta anche per il verde pubblico in quanto le piante sopportano bene l’inquinamento e abbassano i costi di manutenzione.

A Bergamo, nella piazza che Le Corbusier giudicava una dei più bei microcosmi urbani del mondo, Oudolf ha fatto vivere una di quelle sue creazioni che con tanta attenzione studia nel parco della sua casa di Hammelo, alle porte di Amsterdam. Si tratta una dimora-vivaio dove, con l’aiuto della moglie Anja, seleziona nuove specie di erbacee che miscela a graminacee. Lì sperimenta gli effetti di piante che nessuno prima di lui aveva pensato come piante da giardino. Per farvi qualche esempio: c’è la Taxus Baccata, a forma di onde per le siepi. Un mix di Persicaria Firedance e Amsonia tabernaemontana perfetta per risvegliare con i colori, con i loro carminio e giallo canarino; oppure le varietà di Deschampsia Goldtau e Veronicastrum Adoratio, con il loro trionfo di viola e lilla. Perché alla fine Oudolf è anche un pittore, che stende le sue pennellate libere sulle tele dei suoi giardini spontanei.