In terra dalminese

Il quartiere Sforzatica S. Maria «Si vive bene, ma il cimitero…»

Il quartiere Sforzatica S. Maria «Si vive bene, ma il cimitero…»
06 Dicembre 2017 ore 06:15

A Sforzatica Santa Maria si vive bene. I servizi non mancano, i negozi resistono, il senso di comunità non è mai venuto meno. La festa di settembre, Sforzafesta, attira migliaia di persone per dieci giorni. Il paese, frazione di Dalmine, sfiora i duemila e cinquecento abitanti.

Qualche problema. Un problema, a voler vedere, ci sarebbe, quello del traffico. Ma non siamo di sicuro nel centro di Bergamo o di Milano. È per via di quello svincolo dell’asse interurbano che convoglia nella strada principale del quartiere un torrente di vetture. E poi bisogna risolvere la questione cimitero, dopo i gravi danni recati dall’alluvione.

 

Il vecchio cimitero

 

Papa Giovanni XXIII. Sforzatica Santa Maria appare molto legata alle sue tradizioni. Ancora, non solo tra gli anziani, esiste una venerazione per Papa Giovanni XXIII. Non poteva essere altrimenti, dato che il Papa di Sotto il Monte, dal luglio al novembre del 1907, è stato economo spirituale della parrocchia di Santa Maria D’Oleno. Praticamente un reggente: l’economo spirituale era infatti una figura che sostituiva il parroco ufficiale quando il vecchio se ne andava e non era ancora stato nominato quello nuovo. «Come prete don Angelo Roncalli ha avuto solamente questo incarico, infatti nella parrocchiale è custodita la veste che indossava quando diceva messa – spiega Claudio Pesenti dell’Associazione Storica Dalminese che, insieme a Enzo Suardi e Valerio Cortese, altri due grandi appassionati di storia locale, ha scritto delle pubblicazioni e degli opuscoli su Santa Maria e la sua chiesa -. Per lui ricoprire questo ruolo significava anche evitare il servizio militare, dato che, fino al Concordato, la leva era obbligatoria pure per i sacerdoti».

 

Il monumento dedicato a Papa Roncalli

 

All’ingresso della chiesa, proprio sulla facciata, c’è una lapide di marmo risalente al 1978 che ricorda la permanenza del prete, poi diventato Santo Padre, in quel di Santa Maria. Nel 2000, sul lato sinistro del sagrato è stato posizionato un particolare monumento a lui dedicato: si tratta di un busto in bronzo e acciaio realizzato dallo scultore Alessandro Verdi di San Pellegrino Terme. L’opera è composta da due parti: il busto vero e proprio, che raffigura il volto sorridente del Papa Buono, montato su uno sbozzato di un tubo della Tenaris, offerto dalla stessa azienda. La scultura è stata inaugurata da monsignor Loris Capovilla, già segretario di Papa Giovanni XXIII. «Sulla porta laterale di accesso alla chiesa – spiega Enzo Suardi -, sono raffigurate scene della vita e del papato di Angelo Roncalli: si tratta di bassorilievi in Bronzo realizzati dallo scultore locale Osvaldo Facchinetti».

 

I resti dell’ara romana

 

La chiesa parrocchiale. La chiesa parrocchiale è dedicata alla natività di Santa Maria D’Oleno e ha origini antichissime: è la prima che viene nominata in tutta Dalmine, siamo nel 909. L’edificio venne però costruito su un altro già esistente, risalente addirittura a l l’epoca romana. Ne sono testimonianza i resti trovati sotto e nei pressi della chiesa: sul lato sinistro è ancora visibile la base, inglobata nel muro, di un’ara romana…»

 

Per leggere l’articolo completo, rimandiamo a pagina 26 e 27 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 7. In versione digitale, qui.

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