Raimondi, uno di noi

Personaggi 06 Giugno 2015 ore 08:00

Il rinnovo del contratto di Raimondi non è soltanto la conferma che l’Atalanta sia una società capace di mantenere la parola data. Immediatamente dopo il grave infortunio patito dal giocatore, infatti, sia Percassi sia Marino affermarono che il contratto in scadenza il 30 giugno sarebbe stato sicuramente prolungato. La decisione del club suona come un gesto di gratitudine verso un eccellente professionista e, soprattutto, la conferma che la spina dorsale della squadra possa e debba contare su chi è atalantino dentro e dell’Atalanta incarna lo spirito più autentico. Raimondi è amatissimo dai tifosi anche per questo: perché è un lottatore, perché è uno che non molla mai, perché sa che cosa significhi indossare la maglia della squadra nella quale è calcisticamente cresciuto. Raimondi uno di noi, non è soltanto il ritornello che i tifosi amano intonare per l’ex ragazzo nato a San Giovanni Bianco.

Raimondi uno di noi, ci mette la faccia quando i tifosi della Curva Nord vengono discriminati da provvedimenti  che non stanno né in cielo né in terra e va a manifestare solidarietà ai ragazzi costretti a restare fuor dallo stadio.

Raimondi uno di noi, si becca pure la reprimenda dei moralisti un tanto al chilo che l’accusano di essere troppo vicino agli ultrà, in quanto reo di mostrare come la pensi: roba da matti, possibile solo in un clima da caccia alle streghe che per troppo tempo ha scandito l’ultima stagione.

Ma l’Atalanta è stata più forte anche degli ipocriti e dei farisei. Come ha detto Percassi durante la visita al Villaggio della Camminata, è un privilegio avere tifosi come quelli nerazzurri. Anche per loro, ripartire da Raimondi, ripartire con Raimondi, è una mossa felice.