Quello che non sapete di lei

Di regina ce n’è davvero una sola (sapete che non ha il passaporto?)

Di regina ce n’è davvero una sola (sapete che non ha il passaporto?)
13 Novembre 2017 ore 09:30

C’è un solo personaggio che sembra esistere da sempre, che persone di varie generazioni hanno visto sempre uguale a se stessa, così nobile da essere pop, così inavvicinabile da sembrare un personaggio di fantasia. È la Regina Elisabetta. Classe 1926, ha visto passare la storia moderna, casa sua è il mondo e il suo mestiere è la storia. Riconoscibile come una vera icona, fa scrivere e parlare persino dei suoi cappellini.

Aplomb impeccabile. In questi ultimi anni di fidanzamenti, matrimoni, flirt dei giovani nipotini eredi al trono con donne non nobili, abbiamo spesso guardato oltre la spalla di Kate Middleton per intercettare un’espressione, una smorfia che rivelasse l’umore della Regina, o una sua opinione. Ma lei ha sempre mantenuto un contegno molto inglese. Tranne quella volta in cui un capo di stato chiamava ad alta voce Obama per una foto e la Regina si era dimostrata sensibile di orecchio e insofferente agli schiamazzi, ma è una vecchia storia.

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L’ascesa al trono. Non dimentichiamo che Elisabetta è diventata regina proprio a causa di un matrimonio misto, una delle unioni che hanno cambiato la storia. Una romantica storia di amore totalizzante, di possessione straziante, l’abdicazione dell’allora re Edoardo VIII per sposare la divorziata americana, affascinante Wallis Simpson. Questo spostamento di seggiole ha incoronato re il fratello di Edoardo, Giorgio VI, padre di Elisabetta, facendo di lei l’erede al trono. La più longeva di tutti i sovrani di Inghilterra, sempre identica da quando la vediamo, gli eventi e i mutamenti mondiali, le marette in famiglia – tutte vissute in mondovisione, e non sono state né poche né facili – sembrano non averla minimamente intaccata.

Vezzi e stranezze. Personaggio quasi fantastico, che come tutti i simili, si porta dietro il suo corredo di vezzi e stranezze. Per esempio e naturalmente, Sua Altezza Reale non porta mai con sé dei soldi, eccezion fatta per la domenica, quando offre massimo 5-10 sterline in chiesa (non di più, per non essere poco discreta), e nella sua borsetta non mancano mai pastiglie alla menta, una penna e un rossetto. Chi si occupa della sua immagine (Stewart Parvin, che cura il look della regina con la sua sarta personale Angela Kelly e uno staff di dodici assistenti, che tengono anche un registro delle mise, per evitare imbarazzanti ripetizioni) racconta che Elisabetta faccia mettere dei piombini negli orli delle gonne, per evitare il fastidioso e ben poco elegante svolazzare nel vento. E poi ci sono gli amatissimi cavalli e gli immancabili cani corgi, la sua razza preferita da quando, all’età di sette anni, il duca Alberto di York, futuro re Giorgio VI, gliene comprò uno.

 

 

Il passaporto. Altra stranezza: Her Majesty non possiede il passaporto, semplicemente perché può farne a meno. Così come della patente. Infatti, questi documenti, nel Regno Unito, sono rilasciati proprio da lei. «Il segretario di Stato richiede a nome di Sua Maestà che tutti coloro che ne siano in possesso circolino liberamente senza che ci sia ostacolo e che sia offerta loro ogni forma di assistenza necessaria». Praticamente, Elisabetta ha girato 128 Paesi senza documenti.

I due compleanni. E poi, la Queen più colorata di sempre festeggia due compleanni: uno il 21 aprile, uno a giugno quando fa caldo ed è più agevole festeggiare con una parata. Ha anche un poeta laureato di Corte, in questo caso una poetessa, Carol Ann Duffy. Un personaggio unico, adorato dai sudditi, dalla stampa di tutto il mondo, un vero e proprio fenomeno di costume, un modo moderno e spontaneo di intendere la nobiltà, sempre nella bolla luccicante della monarchia. Non riusciremo mai a dire di lei se è sempre stata una signora di novantanni o se è un’eterna ragazzina.

 

 

I soldi alle Cayman. Di certo le perdoniamo persino l’ultimo “pasticcio”: i 7,5 milioni di dollari in un fondo alle Cayman, specializzato nell’acquisto di quote di società farmaceutiche e tecnologiche. Tramite la sua addetta stampa Elisabetta ha precisato che da sempre paga volontariamente le tasse su tutti i suoi investimenti e le sue entrate. Crederle? In ogni caso, God save the Queen.

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