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Esattamente 80 anni fa

La sera in cui arrestarono l’assassino di Baby Lindbergh

La sera in cui arrestarono l’assassino di Baby Lindbergh
Personaggi 20 Settembre 2014 ore 08:00

Che la data dell’arresto di Bruno Hauptmann – 19 settembre 1934 – compaia sul “calendario” di Wikipedia [qui], ma non nelle pagine relative al rapimento del figlio di Charles Lindbergh [qui] la dice lunga sulla rilevanza che quel caso ebbe nell’opinione pubblica di quegli anni. Neil Armstrong fu il primo uomo che pose piede sulla Luna: Charles Lindbergh fu l’Armstrong degli ultimi Ruggenti Anni Venti.

Ma chi era Hauptmann? Secondo la legge fu il rapitore e l’assassino di Charles August Lindbergh jr., il figlio del primo aviatore che trasvolò l’Atlantico in solitaria. Arrestato, come si è detto il 19 settembre del 1934, processato nel New Jersey e riconosciuto colpevole morì sulla sedia elettrica il 3 aprile di due anni dopo. Si dichiarò sempre innocente e rifiutò anche grandi somme di denaro da parte di editori di giornali che avrebbero volentieri raccolto la sua confessione: «La sentenza fu confermata in appello, sebbene il governatore del New Jersey Harold G. Hoffman avesse temporaneamente bloccato l’esecuzione del verdetto, incaricando il New Jersey Board of Pardons di rivedere il processo (decisione che scatenò proteste popolari). Anche quest’ultimo organo rigettò le istanze».

La storia del rapimento è stata scritta e riscritta tantissime volte e ogni volta con nuovi particolari sia in romanzi, sia in resoconti ufficiali. La riporta il sito dell’FBI che pure a quel tempo non esisteva ancora. È raccontata nella FBI Encyclopedia. Le è dedicato un ampio spazio nella Crime Library per opera di Russell Aiuto, letta la quale uno può presentarsi tranquillamente a qualsiasi trasmissione televisiva sull’argomento. È all’origine di Assassinio sull’Orient Express della divina Agatha Christie e di altri film e romanzi. Se ne sono occupati Anthony Hopkins e Clint Eastwood. Wikipedia.it e Wikipedia.en la sintetizzano in modo mirabile. Noi la liofilizziamo per un primo assaggio.

In sintesi andò così: che August Charles jr. fu rapito dal lettino in cui dormiva (aveva venti mesi) nella casa di campagna dei Lindberg il 1 marzo 1932. Cerca e ricerca, non si trovò niente. A un certo punto un tale a nome John Condon, insegnante, si propose come intermediario fra i genitori e i presunti rapitori, autori di una serie di richieste di riscatto. Il riscatto fu pagato prendendo tutte le precauzioni del caso: i numeri di serie furono annotati e le banconote gold certificate furono emesse nell’occasione per esser poi ritirate, caso mai qualcuno le utilizzasse per qualche pagamento. Si mosse direttamente lo Stato federale, in poche parole. Ma il bambino non fu restituito. Due mesi dopo la scomparsa – il 12 maggio – fu ritrovato fortunosamente da un camionista in un boschetto al lato di una strada a poca distanza dal luogo del rapimento. Aveva il cranio fracassato e fu riconosciuto grazie al pigiamino.

Le ricerche sulle banconote non dettero risultati fino a quando, il 18 settembre 1934 (due anni dopo) la Polizia fu chiamata dal gestore di una pompa di benzina che aveva annotato la targa dell’auto di un cliente che gli era parso sospetto. L’annotazione era stata fatta in fretta, sulla banconota gold certificate utilizzata per il pagamento. Fu rintracciato il proprietario dell’auto, gli furono trovate in casa altre banconote del riscatto (lui disse che gliele aveva date un amico morto nel frattempo), sui muri risultarono annotati indirizzo e numero di telefono del mediatore Condon, fu individuata perfino una scheggia di legno perfettamente compatibile con una fessurazione presente nella scala lasciata nel giardino dei Lindbergh la sera del rapimento: non ci fu niente da fare. Colpevole.

Dopo la sua morte, diversi studi misero in dubbio la ricostruzione dei fatti da parte della polizia. Furono messe in luce diverse incongruenze. Nuovi metodi per la rilevazione delle impronte digitali avrebbero potuto forse dare notizie più sicure su chi avesse maneggiato la famosa scala: ma risultò che nel frattempo era stata lucidata da non si sa chi. La moglie di Hauptmann fece causa allo Stato del New Jersey per averle ucciso il marito innocente, ma la richiesta fu respinta. E noi, oggi, siamo qui a ricordare la sera in cui si trovò ammanettato e portato in prigione. Molti pensano fosse innocente. Ma contro di lui giocò il fatto che fosse tedesco ed evaso da un carcere della sua patria lontana.

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