Se non ci fossero questi tifosi la Dea sarebbe già spacciata

08 Dicembre 2014 ore 07:32

La vittoria sul Cesena, semplicemente pazzesca per il modo in cui è maturata ed è stata conquistata, deve imprimere la svolta alla stagione dell’Atalanta, senza se e senza ma.

Può sembrare paradossale, ma in questa stagione sull’ottovolante, la squadra ha sempre bisogno di rotolare sul ciglio del burrone per rialzarsi con un colpo di reni.

La partita, vietata agli spettatori senza la tessera del tifoso, sulla base del secondo, consecutivo e inaccettabile bando, ha riassunto il peggio e il meglio dell’Atalanta 2014-2015.

Primo tempo ignobile, ripresa totalmente di segno opposto. Colantuono ha azzeccato la mossa Bianchi, inserendolo al fianco di Denis al posto di Gomez: è la dimostrazione che, per salvarsi, bisogna osare. Con il catenaccio non si va da nessuna parte: al massimo si pareggia, ma con i pareggi non ci si salva. Tre gol in novanta minuti, pardon in 7 minuti (45′ pt, 50′ e 52′) l’Atalanta non li aveva mai segnati in questo campionato e bisogna ripartire da qui per prepararsi alla Lazio e al Palermo. Senza dimenticare però nemmeno un passaggio dell’obbrobriosa prima frazione di gioco.

Dopo la partita, Colantuono si è lamentato per i fischi e le proteste del pubblico, scatenati dal primo gol cesenate e accresciuti dal raddoppio. L’allenatore ha ricordato i meriti acquisiti da quando è tornato a Bergamo: la promozione in A ai 52 punti sul campo nell’anno del -6 ai 50 punti dell’ultima stagione. Ha fatto bene, perché la memoria storica, nel calcio come nella vita, è sempre corta. Al tempo stesso, Colantuono sa che se non ci fossero questi tifosi, mille dei quali costretti a tifare all’esterno della Curva Nord, l’Atalanta sarebbe già spacciata. Provi a chiederlo a Denis, che ha segnato 1 gol dall’inizio della stagione ed è uscito ancora una volta fra gli applausi.

E tutto questo nei giorni più difficili per la tifoseria e per una città criminalizzati dai provvedimenti presi da uno Stato forte con i deboli e debole con i forti, incapace di prevenire e di stroncare chi delinque.Ora più che mai l’Atalanta ha bisogno die suoi tifosi, ha sottolineato Colantuono.  Ma allo stesso modo i tifosi hanno bisogno di ritrovare la vera Atalanta. Se è quella del secondo tempo con il Cesena, nulla è perduto.

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