Una persona speciale

Ma che cosa si festeggia il giorno dell’Immacolata?

Ma che cosa si festeggia il giorno dell’Immacolata?
08 Dicembre 2017 ore 10:35

8 dicembre: l’Immacolata. Giorno festivo. Per i milanesi che il 7 ricordano il patrono sant’Ambrogio: il ponte dell’Immacolata – se i giorni sono quelli giusti. Altrimenti: niente. Prima uscita sugli sci – se c’è la neve. Ma cosa si festeggia, il giorno dell’Immacolata? Fondamentalmente una notizia certificata: Maria – la madre di Gesù – il peccato originale non l’ha mai avuto, ereditato o quant’altro. Geneticamente immune, si direbbe oggi. Lo è sempre stata – fin dal concepimento e forse anche da prima ancora che venisse concepita, se – come si è sempre pensato, fin dall’antichità – si intendono riferibili anche a lei i versi che nei Proverbi biblici (in quel meraviglioso tutto capitolo 8 in cui sembra di assistere a una nuova e ancora stillante creazione del mondo) la Sapienza riferisce a se stessa:

[22] Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività,
prima di ogni sua opera, fin d’allora. […]
[29] quando stabiliva al mare i suoi limiti,
sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia;
quando disponeva le fondamenta della terra,
[30] allora io ero con lui come architetto
ed ero la sua delizia ogni giorno,
dilettandomi davanti a lui in ogni istante;

Lei (Maria, sede della Sapienza) era lì, la Sua assistente che più simpatica non si può. D’altro canto ogni credente sa che, prima ancora di essere concepito in senso tecnico, ogni uomo è concepito – pensato da Dio – fin dal profondo del tempo, per dirla con una canzone decisamente molto bella. E dunque Maria, prima ancora che tutto accadesse nel tempo, era lì, già pronta ad accogliere nel suo seno di donna il Figlio che Iddio – in un certo punto del tempo – avrebbe mandato per recuperare coloro che – seguendo il modus operandi di Eva e del marito – si erano persi per strada.

E cosa pensava Iddio Padre, quando pensava a lei che era lì? Che era una che si fidava di lui. Che qualunque cosa Lui avesse fatto, che qualsiasi cosa accadesse, lei si sarebbe fidata. E dunque: che Maria era per Lui una persona fidata, su cui avrebbe potuto contare per tutto il lavoro che restava da compiere dopo quella prima settimana. (“Mio Padre è continuamente al lavoro, come me, del resto”, avrebbe poi detto il Figlio, “Pater meus usque modo operatur, et ego operor”.). Questo significa che Maria – secondo il Signore – era una che non si sarebbe mai fatta prendere dalla paranoia. Perché il peccato originale altro non è che la paranoia ridotta all’osso, la paranoia nel suo nucleo essenziale, consistente nel credere che tutti stiano complottando contro di noi. E Iddio in particolare.

Ricordate cosa successe nel giardino: Eva era lì che prendeva il sole e il paranoico le chiede: “Ma lo sai perché Iddio vi ha detto di non mangiare di questo albero?” Lei dice: “No, non lo so; non me lo sono mai chiesto”. E allora l’altro, sibilando come Sir Biss di Robin Hood: “Vi ha detto di non mangiarlo perché altrimenti sareste come lui”. Insomma le insinua il sospetto che dietro quel divieto ci fosse chissà cosa. (E qui apriamo una parentesi per dire che secondo noi il Signore aveva detto di non mangiare di quell’albero solo perché se l’era trovato lì davanti. Avesse visto un porcospino avrebbe detto: potete fare tutto meno che accarezzare i porcospini. Ma era soltanto per vedere se Adamo ed Eva sarebbero stati facili preda della paranoia o no. Se erano persone di cui poteva fidarsi o no. E infatti: non si poteva fidare).

Maria era radicalmente diversa. Tanto è vero che quando l’angelo andò a trovarla per dirle cosa il Signore pensava di fare con lei, rispose subito: “Eccomi qua. Sono la sua apprendista architetto. Per Lui sono disposta a tutto: accada di me quello che vuole”. Ci aveva visto bene, il nostro Dio: qualunque cosa le fosse accaduta (gravidanza ingiustificata, col rischio di venir ripudiata; il figlio minorenne che se ne sta tre giorni a Gerusalemme senza che i genitori ne sappiano niente; il medesimo che quando lei – a Cana – ordina ai servi di far quel che lui avrebbe detto le risponde: Donna, l’è mìa tempo (che non è un bel modo di rispondere alla mamma); ancora lui, Gesù, che a un certo punto lascia la bottega e si mette a girare per i dintorni attirandosi le ire di farisei, sadducei, giudei, romani e se ci fosse stato qualcun altro, anche di quello; e poi la crocifissione e tutte le altre vicende) lei – Maria – non avrebbe mai ceduto alla paranoia, ai sospetti, alle favole che presentano la divinità come un “brutto / poter che, ascoso, a comun danno impera”, per dirla con Leopardi in uno dei suoi migliori momenti di delirio paranoide. Lei, Maria, avrebbe pensato sempre e solo: non può essere che il Signore faccia qualcosa contro di me. Non può essere che il Signore ci stia prendendo in giro tutti. Non è verosimile che uno decida di mettere in piedi un universo – galassie, cioccolato e tutto il resto – per il solo fatto di giocarci – non dico a dadi, come sostengono alcuni, ma nemmeno – come il gatto col gomitolo della lana.

E dato che, al contrario, siamo un po’ tutti paranoici (o siamo tutti un po’ paranoici,  ossia che, come Eva, certe volte siamo tentati di credere che in realtà il Signore non ce l’abbia contata giusta, o per lo meno che non ce l’abbia contata tutta tutta), Maria risulta una persona speciale. Una persona, ripetiamo, di cui ci si può fidare perché lei si fida, si è sempre fidata, e sempre si fiderà del suo Signore.

Ora, come diceva Albert Einstein, la sola cosa importante nella vita è capire come pensa il Signore Iddio (“I want to know God’s thoughts; the rest are details”, cioè: Mi interessa conoscere i pensieri di Dio. Il resto sono dettagli”) Santa Romana Chiesa, nella persona di papa Pio IX, l’8 dicembre 1854, mentre l’Europa è in subbuglio, le Americhe anche, le armi tuonano e le rivolte si sprecano, mentre le carestie (si pensi all’Irlanda) falciano le popolazioni di mezzo mondo e alla mamma di Pekka Juhani Hannikainen (compositore finlandese preso a caso fra i nati del 9 dicembre su Wikipedia) iniziano le doglie, al papa viene in mente non solo di proclamare che Maria – la madre di Dio – è senza peccato originale, ma anche di dire a tutti i cattolici che desiderino continuare a proclamarsi tali che sono tenuti a crederlo. Anzi: che gli conviene crederlo perché – come lui stesso ha potuto appurare nel corso di un’inchiesta durata diversi anni – le persone sane di mente lo hanno sempre creduto.

Cosa possono dunque credere i cattolici, da quel momento in poi: che nel mondo c’è, c’è stata da sempre, e per quel che è dato sapere sempre ci sarà, almeno una persona che non è paranoica. Dogma. Cioè: Fidatevi, è così. Volete diventare come lei? È semplice: fatevi battezzare: sarete una nuova creatura, la tentazione originale vi sarà risparmiata (e se per caso si presentasse, vi sarà perdonata), capirete che Iddio non ce l’ha con voi e che nessuno sta complottando per farvi del male. Al contrario, che tutto è a vostra disposizione perché possiate essere felici. Che volete di più, a questo punto? Eva, il serpente, il marito sono ormai cose del passato. Dettagli, direbbe Einstein.

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