La storia di due ragazzi iracheni

L’amore ai tempi dell’Isis

L’amore ai tempi dell’Isis
08 Dicembre 2014 ore 11:15

Ali Amer e Ekhsal Mohammed, giovani iracheni, si conoscevano da un mese, ma già avevano deciso di sposarsi: in altri tempi, si sarebbe detto che il tempo per conoscersi sarebbe venuto dopo, a nozze concluse. Del resto, nessuno dei due aveva un valido motivo per protrarre il lieto evento. Lei apprezzava di lui la gentilezza nei modi, lui elogiava di lei il fatto che avesse una buona moralità, e tanto bastava. A giugno, però, la cittadina natale degli innamorati, Dhuluyia, è caduta nelle mani dell’Isis (Stato Islamico). Benché le tribù locali, sunnite, siano riuscite a riconquistare i quartieri poveri che si trovano vicino alle sponde del fiume Tigri, le condizioni di vita degli abitanti, e quella dei due giovani, sono state stravolte.

Ali ha dunque deciso di attraversare il Tigri e dirigersi verso l’avamposto dell’Iraq libero, la città di Balad. Si è arruolato nell’esercito e ora, a 23 anni, è un soldato governativo. Ekshal, invece, è rimasta a Dhuluyia. Nei primi tempi lo chiamava disperata, scongiurandolo di venire a prenderla, di salvarla. I nuovi padroni della città, infatti, facevano pressioni affinché troncasse ogni rapporto con il fidanzato “traditore”. Evidentemente, non avevano fatto i conti con l’ostinazione della ragazza e con il coraggio di sua madre. Le due donne hanno infatti sfidato divieti e pericoli e hanno attraversato più volte il Tigri, su piccole imbarcazioni di pescatori. La meta era, ovviamente, Balad e lo scopo quello di organizzare i preparativi per il matrimonio. Che s’era da fare, a tutti i costi.

Così, dopo parecchi andirivieni sulle acque del Tigri, il 22 settembre Ali e Ekshal si sposati, a Balad. Nonostante al soldato siano stati dati solo quattro giorni di licenza, i giovani sposi non hanno esitato a definire il giorno delle nozze come quello «più bello della vita». Anche perché Ekshal non è stata costretta a tornare a Dhuluyia. Ora la ragazza, 21 anni, abita a Balad, anche se vede poco il marito, impegnato nella campagna militare. Ma a chi le chiede come si senta, Ekshal dice che le basta «sapere di essere protetta da Ali », mentre Ali risponde di essere «felice per me ma triste per le molte vittime avute perché l’ultimo mese è stato segnato da violenti scontri». Insomma, è solo una storia di una ragazza per bene e di un ragazzo gentile. E delle acque di un fiume, che ha dato loro un grande aiuto.

 

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