Dalle 20.30 al PalaNorda. Ingresso gratuito

Stasera a Bergamo c’è bel tennis Non potete perdervi Dustin Brown

Stasera a Bergamo c’è bel tennis Non potete perdervi Dustin Brown
Personaggi 10 Febbraio 2016 ore 16:30

[Photocredit Antonio Milesi]

 

E siamo a undici: dal 2006, infatti, Bergamo ospita uno dei più importanti tornei internazionali di tennis del circuito ATP (l’associazione che riunisce i giocatori professionisti maschi di tutto il mondo). Nato grazie all’entusiasmo e alla passione della Olme Sport, il Trofeo Perrel-FAIP ha saputo resistere in anni difficili e oggi è più bello che mai, amato sia dal pubblico (ogni anno si superano facilmente le 20mila presenze) che dai giocatori. Basti ricordare come l’anno passato a vincere fu il francese Benoit Paire, all’epoca fuori dai migliori 100 al mondo ma a fine stagione nella top 20 ATP, il quale a fine torneo disse agli organizzatori: «Non ho mai visto così tanto pubblico per un torneo Challenger». Già, perché il Trofeo Perrel-FAIP di Bergamo è un torneo di categoria Challenger, ovvero appena più bassa degli ATP World Tour (Masters 1000, 500 Series e 250 Series). Nel mondo sono circa 115 e Bergamo, tra questi, è considerato uno dei migliori.

 

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Un’edizione da fregarsi le mani. L’edizione 2016 si è aperta sabato 6 febbraio con il via delle qualificazioni, mentre soltanto dall’8 febbraio è entrata nel vivo, con il PalaNorda a fare, come da tradizione, da palcoscenico principale. Il gran finale è previsto domenica 14 febbraio, giorno di San Valentino: un pomeriggio da veri innamorati del tennis. L’edizione 2016 attualmente in corso è sicuramente di livello, almeno per quanto riguarda il parco giocatori, all’altezza delle due ritenute fino ad ora le meglio riuscite: quella del 2008 e quella del 2011. Ai nastri di partenza di questa edizione, infatti, si sono presentati ben sei giocatori che hanno partecipato al primo Slam stagionale, gli Australian Open. Nel complesso, il livello medio è altissimo per un torneo Challenger: il “cut-off” è fissato al numero 181 ATP (l’anno scorso era al 204). Ciò significa che i giocatori al di sotto di tale posizione della classifica mondiale sono stati costretti a giocare le qualificazioni. Ma a rendere affascinante anche per il grande pubblico un torneo di questo tipo sono soprattutto i nomi “di richiamo”. E, nel suo piccolo, Bergamo può essere orgogliosa dei tennisti portati in città dal suo torneo.

 

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[Radek Stepanek (a sinistra) e Yuki Bhambri (a destra) in azione a Bergamo]

 

I più attesi, Stepanek e… Dustin Brown. Gli appassionati si sono certamente esaltati nel vedere, tra gli iscritti al torneo, l’indiano Yuki Bhambri, 23enne di New Dehli numero 89 al mondo a fine 2015 e con uno straordinario passato junior, tanto da diventare numero 1 del mondo nel 2009, subito dopo la vittoria alla prova giovanile dell’Australian Open. La sua esperienza a Bergamo, però, è durata poco: già al primo turno è stato eliminato dal tedesco Peter Gojowczyk (entrato nel tabellone principale dalle qualificazioni) con un netto 4-6, 6-3, 6-1. Altri nomi di richiamo sono il francese Pierre-Hugues Herbert, che ha vinto l’ultimo US Open in coppia con il connazionale Nicolas Mahut e che ha eliminato al primo turno, qui a Bergamo, l’italiano Federico Gaio, e il baby Elias Ymer, classe 1996 svedese di origine etiope dal futuro assicurato. Purtroppo anche lui s’è visto costretto a salutare il torneo già al primo turno, battuto dal francese Lamasine dopo una partita combattutissima.

I nomi più attesi di tutti, però, erano due: Radek Stepanek e Dustin Brown. Il primo, a 37 anni, è fresco finalista all’Australian Open di doppio e un ex top 10 della classifica mondiale. Un nome conosciuto anche a chi di tennis ne mastica poco. Attualmente sceso intorno alla 180esima posizione al mondo a causa di molti infortuni, ha accettato la wild card (una sorta di partecipazione premio) offertagli dagli organizzatori del torneo orobico per iniziare proprio dalla nostra città una nuova scalata nelle zone alte della classifica mondiale nonostante l’età non più verdissima. Purtroppo il giocatore ceco, dotato di una delle migliori voleè dell’intero circuito ATP, è già stato eliminato dal torneo. Davanti a 1.500 persone accorse al PalaNorda per godere del suo tennis, Stepanek ha lottato, a tratti incantato, ma alla fine ha perso. A batterlo (2-6, 6-3, 6-3) il tedesco Michael Berrer, altro over 35 di ferro. Il pubblico era tutto per il ceco, ma Berrer si è dimostrato in forma strepitosa. E così l’arduo compito di incantare Bergamo passa ora nelle mani e nella racchetta di Dustin Brown.

 

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Perché non potete perdervi Dustin. Bob Marley nel sangue e la Germania sulla carta d’identità: Dustin Brown è uno dei personaggi più curiosi di tutto il circuito ATP. Funambolico nel gioco, lontano dagli atteggiamenti da star fuori dal campo, il tennista tedesco-giamaicano è da anni uno dei personaggi più amati del Trofeo Perrel-FAIP di Bergamo, dove ha già avuto modo di stupire il pubblico nel 2010 e nel 2014, quando raggiunse le semifinali. Il suo marchio di fabbrica sono un outfit quantomeno discutibile ma che mette allegria (dai lunghissimi rasta alle stringhe di colori diversi) e un tennis che definire illogico è un complimento. Brown è il tipico giocatore che può battere chiunque così come perdere contro chiunque. Non ha schemi, non scende in campo con una tattica di gioco precisa, si lascia trasportare dall’estro, dai momenti e dal suo umore. La sera del 10 febbraio (non prima delle 20.30, ingresso gratuito) debutterà all’edizione 2016 del torneo di Bergamo contro il bielorusso Aldin Setkic e siamo certi che il PalaNorda sarà pieno, anche perché il 2015 è stato un anno buono per il tennista tedesco-giamaicano, che sul centrale di Wimbledon, in una delle sue giornate di grazia, ha insegnato tennis niente meno che a Rafa Nadal, giocatore che aveva già battuto in passato ma non su un campo così importante. In quei giorni divenne un personaggio e chiunque parlò di lui. Siamo quindi certi che quest’anno, anche chi non ha avuto modo di vederlo nelle sue precedenti partecipazioni al torneo di Bergamo, farà di tutto per esserci.

 

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Il tennista-zingaro per cui è inutile fare pronostici. Se quanto detto fino ad ora non vi ha ancora convinti ad andare al PalaNorda ad assistere al suo match, allora è giusto che sappiate un altro paio di cose. Tipo che appena 5 giorni fa, a Montpellier, ha letteralmente preso a pallate Richard Gasquet, attuale numero 10 al mondo, fino al 6-1, 3-0. Poi, come spesso gli succede, ha iniziato a tirare solo fuori, consegnando la vittoria del torneo al francese. Dustin è così: illogico e umorale. Per questo assistere ai suoi match è meraviglioso, tra colpi estemporanei e un serve and volley artigianale, tra missili che finiscono all’incrocio delle righe e altri che finiscono invece fuori dallo stadio. Al di là del suo tennis, però, è conosciuto per due motivi: i suoi rasta (ha ammesso di non tagliarsi i capelli dal 1996) e per aver girato l’Europa per 3 anni a bordo del suo camper Volkswagen. Era l’inizio della sua carriera, certo, ma l’ha fatto. Con pochi soldi in tasca e il sogno di diventare un tennista nel cuore, Dustin Brown ci ha provato. E alla fine ce l’ha fatta. Ma dato che chiunque lo incontri o lo intervisti gli ricorda quell’epoca, oggi lui è un po’ stanco di parlarne.

 

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Nato a Celle, nei pressi di Dusseldorf, a 12 anni si è trasferito in Giamaica (terra di suo padre), dove ha vissuto per otto anni, raccogliendo anche i primi punti ATP. Nel 2004 è tornato in Germania, cioè quando sua madre Inge, dopo una birra sulla spiaggia, decise di regalargli il camper. Adesso risiede a Winsen, a due passi da Amburgo. L’amato Volkswagen è ancora lì, parcheggiato. Darlo via? Non ci pensa proprio. Non ne parla, ma quel furgoncino è parte di Dustin Brown, è ancora dentro di lui. A dire il vero il ragazzo (oramai 31enne) non ha mai parlato tanto, di niente. Eppure, come scrive il giornalista Riccardo Bisti, ha una qualità rara: sa essere un personaggio anche senza aprire bocca. Attira l’attenzione con i gesti, gli sguardi, le movenze. Basta poco per innamorarsi di lui e del suo tennis, così come basta poco a lui per perdere una partita che sembrava già vinta. Per questo, in vista del match contro Setkic, è inutile fare pronostici. L’unica cosa che si deve fare è andare al PalaNorda e godersi lo spettacolo. Siamo certi che ne varrà la pena.

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