La festa nelle redazioni

Tutti i vincitori del Pulitzer 2015

Tutti i vincitori del Pulitzer 2015
21 Aprile 2015 ore 11:05

Sono stati svelati ieri, lunedì 20, i nomi che hanno trionfato nella 99esima edizione del Premio Pulitzer, il più importante riconoscimento giornalistico americano.

Un po’ di storia, fino ad oggi. Nel 1892 Joseph Pulitzer, giornalista americano di origini ungheresi e magnate della stampa a stelle e strisce, propose alla Columbia University di fondare la prima scuola al mondo di giornalismo, finanziata da una sua donazione. Inizialmente, i vertici del prestigioso ateneo si opposero all’idea, ma nel 1912, pochi anni dopo la morte di Pulitzer, venne inaugurata la Scuola di studi avanzati di giornalismo che divenne ben presto la più ambita e prestigiosa. Nel 1917, in ricordo del giornalista e finanziatore venne istituito il premio omonimo, volto a celebrare coloro che si erano distinti in categorie considerate degne di merito.

Durante la prima edizione, gli unici settori premiati furono reportage, editoriale, articolo storico ed articolo biografico, oggi invece gli ambiti riconosciuti sono ben 21 e vengono assegnati non solo a professionisti del campo dell’informazione, quali inviati speciali o fotoreporter, ma anche ad autori di testi letterari. I premi ai giornalisti sono 14, mentre gli altri 7 vengono assegnati in differenti “arti” legate comunque alla scrittura, come letteratura, teatro e musica. Una giura composta da 19 esperti di giornalismo, direttori della stampa, scrittori e docenti universitari viene riunita alla Columbia University e valuta i lavori consegnati, per poi scegliere segretamente tre finalisti per ogni categoria, tra i quali in seguito viene poi selezionato il vincitore. Il riconoscimento pattuito per chi viene insignito del premio è di 10mila dollari, assieme ad un certificato che ne attesta il conseguimento. Nella categoria Giornalismo per il bene pubblico, al posto dei soldi viene assegnata al vincitore una medaglia d’oro.

16 foto Sfoglia la gallery

I 14 vincitori

  • Il premio nella categoria Servizio pubblico è stato assegnato al The Post and Courier, giornale della Carolina del Sud, premiato per un reportage di articoli sulla violenza avvenuta nel loro Stato contro oltre 300 donne dal titolo Till death do us part. Da sottolineare come il riconoscimento nella sezione più prestigiosa sia andato ad un quotidiano locale con una redazione che conta appena 80 persone.
  • Nella categoria Breaking news il premio è stato vinto dal Seattle Times per l’eccellente lavoro svolto nel marzo 2014, quando la frana nella contea di Snohomish causò 43 vittime.
  • Eric Lipton, giornalista del New York Times, è stato invece premiato nella sezione Inchieste per il lavoro svolto sulle attività dei lobbisti americani che influenzano alcuni giudici nei processi contro i ricchi imprenditori.
  • Il Wall Street Journal si è visto premiato nella categoria Articoli investigativi, per l’indagine sulle assicurazioni sanitarie americane.
  • Il giornalista di Bloomberg News Zachary Mider ha vinto il premio Giornalismo informativo per l’approfondimento sulle numerose aziende statunitensi che eludono la tassazione vigente.
  • A Torrance, sud ovest di Los Angeles, invece, ha sede il Daily Breeze. A tre giornalisti della testata californiana, Rob Kuznia, Rebecca Kimitch e Frank Suraci, è stato consegnato il premio Giornalismo locale, per un lavoro sulla corruzione in un distretto scolastico della zona.
  • È invece Carol Leonning, del Washington Post, ad assicurarsi il riconoscimento per il Giornalismo internazionale, premio che a livello redazionale è invece andato al New York Times per la copertura data alla diffusione dell’ebola.
  • Diana Marcum del Los Angeles Times ha ottenuto il premio per il Miglior articolo grazie al lavoro svolto sulla siccità nella Central Valley della California.
  • Lisa Falkenburg dello Houston Chronicle ha trionfato nella categoria Opinione, per l’approfondimento sul sistema giudiziario americano.
  • Il Los Angeles Times è stato premiato anche per l’articolo di Mary McNamara cambiamenti culturali odierni e tv, lavoro premiato nella sezione Critica.
  • Kathleen Kinsbury del Boston Globe è stata premiata nella categoria Editoriale per il ritratto offerto sulla situazione dei sottopagati nei ristoranti di Boston.
  • Adam Zyglis di Buffalo News ha ottenuto il premio per le sue vignette satiriche.
  • Nelle due categorie fotografiche (Fotografia breaking news e Fotografia), i riconoscimenti sono andati al St. Louis Post-Dispatch, per il reportage legato alle proteste dell’agosto 2014 dopo l’uccisione di Michael Brown a Ferguson, e a Daniel Berehulak, freelance del NY Times, per la copertura del virus ebola in Africa.
8 foto Sfoglia la gallery

Gli altri 7 Pulitzer. Sono sette invece i vincitori nelle altre sezioni non direttamente legate al mondo del giornalismo. Nella categoria Fiction, a trionfare è stato Tutta la luce che non vediamo di Anthony Doerr, testo che racconta la storia di due bambini, una ragazzina francese malata ed un tedesco, che si incontrano durante l’occupazione nazista. Nella sezione dedicata al teatro Between Riverside and Crazy, di Stephen Adly Guirgis, dove viene presentata la vita di Walter “Pops” Washington e di suo figlio. Nella parte storica il libro di Elizabeth Fenn Encounters at the Heart of the World: A History of the Mandan People, approfondimento storico sulla popolazione nativa americana del Nord Dakota. Nella categoria Biografie ed autobiografie, ad essere premiato è stato un lavoro sul rapporto tra Mussolini e Pio XI di David Kertzer dal titolo Il patto col diavolo. Per la sezione poesia a vincere è stato Gregory Pardlo con Digest, mentre in quella relativa alla musica a trionfare è stato il componimento Anthracite Fields di Julia Wolfe. Da ultimo, Elizabeth Kolbert ha ottenuto il premio nella categoria Generale nonfinction con il testo La sesta estinzione, dove si parla di una nuova specie animale comparsa più di 200mila anni fa, che ha influenzato la vita del pianeta in modo chiave.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia