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Piccolo e prezioso

Un compendio dell’arte di cucinare (firmato da Cornali del Collina)

Un compendio dell’arte di cucinare (firmato da Cornali del Collina)
Personaggi 01 Giugno 2017 ore 12:13

Certe volte per parlare di cucina, di territorio, di arte e di cuochi non serve un prodotto. A volte si può cominciare da un libro. È il caso di Conto su di te. Aforismi di fine pasto, pubblicato dal Centro Studi Valle Imagna in collaborazione con la Biblioteca di Cà Berizzi e firmato dal cuoco e scrittore Mario Cornali del ristorante Collina. Una raccolta di trentatré aforismi più un brevissimo racconto, che fanno tutti insieme un piccolo ma prezioso compendio dell’arte del cucinare (e non solo).

Ma si sbaglia di grosso chi sfogliandolo cercherà qualche nozione tecnica, o trucco pratico, come si sbaglia di grosso chi farà lo sforzo di voler capire a tutti i costi: l’autore di questi aforismi non sta spiegando, ma raccontando. O meglio, sta presentando il succo distillato di una vita dedicata per naturale inclinazione al ricercare, nel senso più generale possibile, sia tra le pentole, sia tra i tavoli del suo ristorante di Almenno San Bartolomeo, ma, anche e soprattutto, tra le cose del mondo.

Da questo cammino è nata l’urgenza per l’autore di trarne un agile volumetto che potesse completare l’esperienza concreta del pasto, che potesse, in un certo senso, santificarlo, rivoltarlo come un guanto per mostrare il senso infinitamente piccolo che sta tra la forchetta e il coltello. Ma senza indicarlo espressamente. Mai. Lo diceva Munari che il pericolo più grande di un’opera d’arte è quella di essere capita. Un’urgenza che nasce dalla necessità di creare, oltre il piatto materiale, e oltre il senso intrinseco della portata, ma nella veste inesplorata di un aforisma di fine pasto. Un’urgenza o forse una necessità, che si comprende perfettamente spizzicando il libretto stesso o intrattenendovi di persona con Mario Cornali.

E se ancora non avete avuto il piacere di fare la sua conoscenza, vi basterà leggere la breve pennellata biografica, di precisione chirurgica, firmata Enrico Brambilla Arosio, che apre l’opera. Sarà certo una mia mancanza, ma non ho mai letto nulla del genere.