Un gol che può dare l’Europa E giù le mani da Caldara

08 Aprile 2017 ore 20:59

Il secondo gol di Cristante in maglia nerazzurra (come il primo, segnato a Palermo, sempre su assist di Gomez) è molto più importante di quanto apparentemente possa non sembrare, in calce a un pareggio che sarebbe potuto essere una vittoria, se Consigli non fosse stato fra i migliori in campo del Sassuolo e se la squadra di Di Francesco non avesse opposto un maestoso catenaccio al secondo tempo atalantino.

Intanto, la rete dell’ex benfiquista consente alla Dea di conservare il quinto posto, qualunque sia il risultato dell’Inter a Crotone. In secondo luogo, siccome la volata per l’Europa si deciderà soltanto all’ultimo minuto dell’ultima giornata, quella rete, che ha evitato un’immeritata sconfitta con i neroverdi, promette di risultare determinante nel computo finale dei punti. Tant’è. Gasperini è un signore troppo navigato per non fiutare il vento già alla vigilia, quando aveva messo in guardia dal rischio di considerare una passeggiata di salute la gara con gli uomini di Eusebio Di Francesco il quale, in Emilia, ha fatto un lavoro splendido, penalizzato soltanto dall’impressionante catena d’infortuni lamentata all’inizio della stagione (su tutti, l’interminabile assenza di Berardi che aveva iniziato alla grande: sei gol nelle prime sette gare ufficiali fra campionato ed Europa League). Forse, se non ci fosse stato l’errore di Caldara che ha spianato la strada al vantaggio di Pellegrini, la musica sarebbe stata diversa, ma giù le mani dal difensore-cannoniere: la prima, vera distrazione non può inficiare il giudizio su una stagione spettacolosa che in giugno lo porterà dritto in Nazionale.

E pazienza, se il gol del Sassuolo è stato il primo incassato allo stadio Achille e Cesare Bortolotti dal 22 dicembre scorso. Anche se non ha vinto, questa Atalanta rimane una squadra da spellarsi le mani, come testimonia il gradimento di un pubblico che continua a garantire ai nerazzurri il secondo posto nella classifica del tasso di riempimento degli stadi, dietro alla Juve. Ventura, Lippi, Di Biagio e Mondonico –  il ct azzurro, il ct campione del mondo 2006, il ct Under 21 e l’Eroe della cavalcata europea ’88 –  hanno avuto un’altra prova provata che la Dea merita l’Europa.

A Roma mancherà Gomez, ma rientrerà Kessie. Il bello di questa Atalanta è che ogni partita è prima di tutto una sfida a se stessa, per spostare i propri limiti più in là. Avanti così. Non finiremo mai di ringraziare questa squadra e il suo allenatore per ciò che sta regalando in questo anno indimenticabile.

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