Dopo vent'anni sul palco

Un po’ Tom Waits, un po’ Dylan Disco d’esordio per Trevisan

01 Ottobre 2016 ore 09:55

Con il termine cantautore si indica colui che interpreta canzoni da lui stesso composte. Con il termine cantautore si intende chi si muove nell’universo della musica d’autore. Una canzone scritta sulla base di una spinta creativa, poetica e musicale, non commerciale. Una canzone che per sua stessa natura trova la sua espressione completa proprio quando il suo autore la canta e la interpreta.

 

[ Trevisan / Giuliana. Video di Alessandro Martello ]

 

Matteo Trevisan, o solo Trevisan, è un cantautore. Uno che le sue canzoni le scrive e le interpreta. Vent’anni passati sui palchi d’Italia tra punk, alt-rock e folk, decide di mettersi in gioco da solo, in italiano. Questa Sera Non Esco è il suo disco d’esordio e verrà presentato sabato 1 ottobre (ore 22, ingresso gratuito) all’Edonè di Bergamo. Un viaggio minimo al netto di madeleine ed epifanie, un viaggio semplice e per questo tremendamente reale. Come andare al bar, bere qualche calice di troppo, puntare al totocalcio, innamorarsi, perché almeno è un bel gioco.

 

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Le radici di Matteo sono genuine ed evidenti, da Bob Dylan a Nick Cave, ma ancora di più Tom Waits. Sa essere profondo e sa scherzare sulle cose, prendendole con leggerezza anche se fanno male. Ci dice che non è un essere eccezionale, che «la notte vado a lavorare e canto le canzoni che mio padre mi ha fatto amare», come racconta in Giuliana, che raccoglie tutta la migliore tradizione italiana. Trevisan riprende tutto per declinarlo a modo suo, scioglie gli elementi d’oltremanica e d’oltreoceano e li ricompone con la sua penna in una personalità che è quella di un solido cantautore italiano, nelle curve dolci come negli spigoli che ogni canzone nasconde. Perché se a quarant’anni si riescono ad apprezzare maggiormente le piccole cose, saperle descrivere al meglio non è un dono da tutti.

Matteo Trevisan è un autore di Bergamo che interpreta le sue canzoni. E lo fa senza la paura di guardarsi allo specchio e senza raccontarsi frottole. La presentazione del suo primo disco è una piccola perla. Ed è lì. Pronta ad essere raccolta. (di Alessandro “Alez” Giovanniello)

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