Battuto l'ex invicibile Marquez

Valentino, cuore e divertimento

Valentino, cuore e divertimento
15 Settembre 2014 ore 18:53

Ha guardato giù, oltre il parapetto, e c’era un mucchio di gente così che faceva quasi spavento. Allora ha alzato le braccia, l’avrà fatto cento volte, anzi centosette, e così Valentino si è ripreso il boato e quel podio che mancava da un po’, si è ripreso la giovinezza, o l’idea che «non bisogna smettere di crederci mai anche se ti dicono che sei finito». Fa niente se è un’illusione ben costruita, in una grande menzogna c’è sempre almeno un briciolo di verità. E la sua, quella di Valentino, ci dispiace pensarla, perché vorremmo vederlo ancora a vent’anni, quando ci faceva spataccare dalle emozioni e poi anche dalle risate con quelle sue trovate. Ma il tempo passa, è passato anche per lui, e la vittoria conquistata a San Marino, con Marquez che cade, e la coppa con il 58 del Sic in mano, resta comunque qualcosa di straordinario.

Quando aveva tre anni Graziano gli aveva messo le rotelline alla bici. Poi, a cinque, Graziano guidava un motorino e dietro, con una corda, ci attaccava una vecchia Lotus giocattolo tutta verde. Dentro ovviamente c’era Valentino. Quando Graziano non c’era, Valentino prendeva la rampa con una bella spinta. Solo che rischiava di finire dritto dritto in tangenziale, se non stava attento. Allora la mamma ci aveva messo un cancellino, «ed è stato un guaio: non riuscivo più a prendere velocità». Maledetto tempo, perché hai accelerato di colpo? Vogliamo rivedere quel Valentino Rossi che porta in pista la Claudia Shiffer, la bambola gonfiabile, o che si veste da Robin Hood per fare il giro d’onore. O no, senti senti, quello della Polleria Osvaldo, e sul podio quella volta si era portato un pollo vero. Oppure quella volta che in Repubblica Ceca i suoi amici si erano vestiti da carcerati e Valentino mimò i lavori forzati: «Sono condannato a vincere».

Oggi le vittorie sono una moneta preziosa, non più quattrini da regalare a noi, amanti delle sue prodezze. Quando Rossi ha passato Marquez e quando poi dopo dieci giri di sorpassi e controsorpassi il campione del mondo è scivolato via, per Valentino è iniziata la festa. Che è continuata sul podio, e continua adesso. Ma quella di Misano non è la vittoria del riscatto, sminuirebbe la carriera di questo fenomeno delle due ruote. E’ però il segno che qualcosa è cambiato, e ci dice che anche i campioni, a un certo punto, diventano un po’ meno invincibili. A novembre di un anno fa, mentre Graziano arrostiva le castagne sul fuoco, Valentino aveva giurato di correre per almeno due o tre anni ancora. «Purché riesca a stare con i primi tre». A marzo si era rimangiato tutto: arrivo fino a quarant’anni. «E secondo me ci divertiremo un sacco», aveva detto. Stai a vedere che aveva ragione ancora lui.

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