Si è spento a Bergamo nella mattinata di oggi, 24 agosto, uno dei protagonisti della fotografia bergamasca: Gianni Limonta aveva iniziato a lavorare in quel mondo a soli quattordici anni. Il suo lavoro lo aveva portato in ogni angolo del mondo, ma il legame con la sua città non si era mai spezzato.
Un legame indissolubile con la città
Limonta, come riporta L’Eco di Bergamo, aveva mosso i suoi primi passi nel mondo della fotografia a soli quattordici anni alla Kodak di Milano. Nel 1965, poi, aveva aperto il suo primo studio a Bergamo, il Foto Studio Gianni, che aveva anche un laboratorio fotografico. Ha fondato, nel 1980, la Lions’ Officina Fotografica.
Nonostante si fosse dedicato alla fotografia industriale e pubblicitaria, i reportage erano sempre stati la sua grande passione. E infatti, ha viaggiato in oltre 80 Paesi per scattare fotografie poi pubblicate in diversi libri e riviste, anche editi da Mondadori. Non sono mancate anche le collaborazioni, come quella con il grafico svizzero Max Huber.
Un’altra sua grande passione era quella per le macchine fotografiche: aveva una collezione di oltre tremila pezzi, ceduta nel 2016 a Shangai. Nel 2011 aveva ricevuto il Premio alla Professionalità del Rotary Club Bergamo Ovest.