Resistenza

Albino riabbraccia la partigiana “Rina” Belotti con due momenti dedicati anche a tutte le donne

Dalle torture a Milano al grado di Sergente Maggiore. Oggi (7 marzo) lo svelamento della 15ª targa della memoria e la presentazione del libro di Barbara Curtarelli

Albino riabbraccia la partigiana “Rina” Belotti con due momenti dedicati anche a tutte le donne

di Fabio Gualandris

In prossimità della Giornata internazionale della Donna, la sezione Anpi di Albino “MO Vittorio Gasperini – Ercole Piacentini” in collaborazione con l’amministrazione comunale, nell’ambito del progetto “Impronte Partigiane”, ricorda e celebra le donne con la posa di una targa e la presentazione di un libro.

Il progetto “Impronte partigiane” è dedicato agli albinesi che hanno combattuto il fascismo e lottato per la libertà. Quella che verrà svelata sarà la quindicesima targa di un percorso della memoria laddove sono nati o hanno vissuto i partigiani, i resistenti e gli antifascisti albinesi; percorso ispirato dall’invito di Piero Calamandrei (1889-1956), giurista, scrittore e uomo politico, tra i fondatori del Partito d’Azione e tra gli artefici della Costituzione repubblicana: «Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati».

Margherita Belotti, la partigiana Rina

Quella di oggi (sabato 7 marzo) sarà una giornata dedicata alle donne della Resistenza, per restituire voce alle bergamasche del secondo Novecento: alle 15.30, in via Gavazzuolo nella Valle del Lujo, alla presenza del vicesindaco di Albino Fabio Terzi, con lo scoprimento della targa dedicata alla partigiana Margherita Belotti; alle 17, nella sala incontri di Alessia Libreria in via Mazzini 69, con Barbara Curtarelli che presenterà il suo libro Ci siamo sempre state. Storia delle donne bergamasche 1945-2000.

La targa

Nell’attuale via Gavazzuolo nacque, il 24 settembre 1917, Margherita Belotti, in una famiglia povera e antifascista originaria di Casale di Albino. Margherita ricordava che, quando la sua famiglia si trovava all’osteria, un manipolo di fascisti armati faceva irruzione per costringere lo zio Nicola, comunista, a ingoiare olio di ricino (…)

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