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Anche Atalanta-Chievo vietata Gori, niente da dire ad Alfano?

Persone 05 Gennaio 2015 ore 07:15

Non c'è niente da fare: se è vero che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, è il caso di spaccare i timpani a sua eccellenza Alfano e ai suoi sottoposti. Dopo Atalanta-Avellino, Atalanta-Cesena, Atalanta-Palermo, anche per Atalanta-Chievo dell'11 gennaio sarà vietato l'ingresso ai sostenitori nerazzurri non possessori dell'inutile tessera del tifoso. Trattasi notoriamente di un'altra partita ad altissimo rischio, tale da oscurare il dramma del 3 maggio (Roma, finale di Coppa Italia), sfociato nella tragedia di Ciro Esposito, morto dopo 53 giro di straziante agonia o gli incidenti scoppiati durante Roma-Cska, sempre all'Olimpico o Italia-Croazia a San Siro.

È patetico il modo in cui questo Stato debole, incapace di punire chi viola la legge e capace di criminalizzare un'intera tifoseria, insista con questo ostracismo che calpesta i diritti dei tifosi bergamaschi ed è un autentico oltraggio all'intera città, oltre a procurare danni ingenti all'Atalanta, sia in termini economici sia in termini di mancato sostegno alla squadra nel frangente più delicato del campionato che sta per ricominciare.

Per questo, sarebbe interessante sapere che cosa ne pensi il sindaco Gori, fiondatosi a Roma dopo gli incidenti del 22 novembre: se questi sono stati i risultati, sarebbe stato meglio che fosse rimasto a casa.

Coraggio sindaco, ci dica da che parte sta: con i tifosi dell'Atalanta o con Alfano, quello che l'8 agosto ha dichiarato: "Restituiremo  gli stadi alle famiglie" e invece, a Bergamo, sta vigorosamente contribuendo a svuotarlo?

E possibile che non le venga in mente di prendere uno straccio di posizione in difesa della squadra della sua città, incredibilmente penalizzata da un provvedimento che non sta né in cielo né in terra?

Vogliamo andare avanti così sino alla fine del campionato, facendo finta di niente e restando seduti in tribuna d'onore? È normale tutto questo? No. È insopportabile.