Persone

Basterebbe la giusta misura

Persone 26 Marzo 2015 ore 12:01

Stare bene innanzi tutto. Che l'uomo ricerchi il benessere del fisico affinché lo spirito non ne risulti offuscato e appesantito da gravami corporali è un proposito che sin dalle epoche più remote è stato oggetto di disquisizioni filosofiche e di valutazioni mediche. Spesso però, come capita per ogni vicenda umana, è proprio l'individuo che con abitudini e comportamenti scorretti ingorga le cose e crea certi danni a se stesso che invece potrebbero essere evitati. Mangiare troppo e male, bere quantità smodate di alcol, fumare troppo e prediligere stili di vita sedentaria. Tutte queste cose ovviamente fanno male, e l'orientamento salutista dei nostri giorni lo ripete quasi in maniera compulsiva. Ebbene, come per tutte le cose di questo mondo, basterebbe evitare le esagerazioni e usare quel benedetto granello di sale che per ragioni ignote sembra smarrito per applicare l'adagio oraziano del "est modus in rebus":   in poche parole  adottare la giusta misura basta, avanza e salva da ogni rischio.

Purtroppo i veri pericoli vengono proprio da questo attuale modello sociale spaventosamente sbilanciato che in tutto e per tutto è diventato speculare rispetto a stili di vita tipici degli States dove nel bene e nel male si esagera a dismisura. Obesi e diete drastiche, alcolisti e pentiti in crisi di autoflagellazione, Savonarola antifumo e consumatori di ogni genere di sostanza stupefacente. L'identico, totale  schizoidismo che sta contagiando del resto anche noi. C'è gente che fa la fila all'erboristeria tal dei tali nel centro commerciale più vicino per stabilire le intolleranze alimentari. Attenti a non deludere nessuno, qualcosina  salta sempre fuori così il neopaziente di turno prende il suo bel diplomino di "intollerante" e se ne torna a casa tutto contento, con il suo pacco di provviste prescritte ad hoc.

Bersagliato a ogni piè sospinto da informazioni "per il benessere" l'aspirante paziente dà un'occhiatina sui social. Facebook è diventato un vero e proprio bazar, un suck tunisino in cui si trova di tutto e chiunque propaganda merci e idee di ogni tipo. Ce n'è per tutti i gusti e ovviamente il vento spira forte nella direzione più conveniente specie dal punto di vista economico. Facilissimo puntare sulle debolezze delle persone, con argomenti che dire catastrofici è dir poco: d'altronde anche nel cinema non è proprio il genere apocalittico che fa più incassi? Ed ecco i terroristi della pasta, del pane, delle patate e del riso. Come direbbe Jerome K. Jerome tranne il ginocchio della lavandaia questi farinacei sarebbero responsabili di tutto. Poi ci sono quelli della bistecca: letale oltre ogni dire. La frutta, non ne parliamo: pesticidi a gogò. Il pesce? Stiamo scherzando? Ti misuri la febbre soltanto tenendo la sporta in mano, tanto i valori di mercurio sono alti. Il latte, poi, è diventato l'alimento killer per eccellenza. E allora fioriscono le grandi correnti vegetariane e vegane a base di orzo, avena, tofu, fiori e germogli vari... Scusate, felicemente non me ne intendo e cito a caso.

Morale della favola, non si dovrebbe mangiare più niente: magari, perché no, sostituire tutto con la famosa pillolina "all in one" dell'astronauta. Così ci vuole il nostro sociale di moda: sterillizzatini, emendati in tutto, astemi e dieteticamente corretti, per poi lasciarci andare ad eccessi che esorbitano le ordinarie proposte del supermercato e sono fuori dall'ordinaria lista della spesa e del politicamente ed eticamente corretto. American style in tutto. Quello che nessun sistema politico era riuscito a fare, lo sta compiendo il cavallo di troia di una cultura importata e per niente nostra. Sonno totale, lobotomia compiuta, danno irreversibile, visti i risultati: perché la capacità critica in linea generale è pari allo zero.

Non è preservandosi in maniera maniacale, come suggerirebbero certi programmini radiofonici condotti stile rimedi della "vecchia zia", che si diventa highlander, ma evitando l'esagerazione, l'eccesso. Ho conosciuto tanti ragazzi che se gli offro il mio fedele sigaro da fumare storcono la bocca per il disgusto : loro non fumano. Però... ed è proprio quel però che deforma le cose e mette in luce la dimensione stravolta dei nostri tempi in cui con la pretesa di prevenire il prevenibile si perde di vista l'uomo e la sua realtà, fatta di scelte personali, di virtù e di cadute, ma specialmente di vita di sangue e carne, di senso da offrire a sensi sempre più asfittici.

La nostra salute non è inscrivibile in un protocollo ma uno stato che è costituito da una miriade di aspetti, da una sindrome di condizioni che vanno valutate così come fa il migliore degli imprenditori per la propria fabbrica che nessuno può e deve conoscere meglio.  Vivere fino in fondo e "succhiare il midollo della vita" però "senza strozzarsi", per dirla con il compianto Robin Williams : affinché la fine dia scacco alla morte.

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