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Addio a Beppe Savoldi, bomber tra i più prolifici e amati del calcio italiano degli anni Settanta

È morto a 79 anni dopo una lunga malattia. È stato il simbolo di un calcio essenziale e concreto

Addio a Beppe Savoldi, bomber tra i più prolifici e amati del calcio italiano degli anni Settanta

«Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all’ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell’amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore. Ringraziamo di cuore i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIII e dell’Istituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche».

Se n’è andato Beppe Savoldi, con le parole del figlio Gianluca, e una stupenda foto in un momento di festa, a piangerne la scomparsa, su Facebook. Frasi firmate da Eliana, Gianluca con Valentina, Guya, Gabriella, e i suoi adorati nipoti Lorenzo, Ludovico e Giorgio.

Grande attaccante degli anni ’70

È morto oggi, giovedì 26 marzo, dopo una lunga malattia. Attaccante bergamasco tra i più riconoscibili del calcio italiano degli anni Settanta. Aveva 79 anni. Cresciuto nell’Atalanta, con cui esordì in Serie A nel 1965, si fece notare fin da subito per il senso del gol, la forza fisica e il gioco aereo. Nato a Gorlago il 21 gennaio 1947, trovò la definitiva consacrazione con il trasferimento al Bologna nel 1968. In Emilia divenne uno dei centravanti più prolifici del campionato: vinse la Coppa Italia nel 1970 e si laureò capocannoniere della Serie A nella stagione 1972-73, imponendosi come uno degli attaccanti più affidabili del periodo.

Nel 1975 passò al Napoli per una cifra allora senza precedenti, che gli valse il soprannome di “Mister due miliardi”, il primo trasferimento miliardario del calcio italiano. Anche a Napoli mantenne una notevole continuità realizzativa, contribuendo alla crescita della squadra negli anni che precedettero l’arrivo di Diego Armando Maradona.

Dopo quattro stagioni tornò al Bologna, dove continuò a segnare fino al 1982, prima di chiudere la carriera con una breve esperienza ancora all’Atalanta. In totale realizzò oltre 200 gol tra i professionisti.

Con la Nazionale italiana raccolse quattro presenze e un gol, senza però riuscire a trovare spazio con continuità. Resta il ricordo di un attaccante efficace e diretto, poco incline alla spettacolarizzazione ma estremamente concreto