a nome della città

Bergamo rende omaggio al vescovo Francesco Beschi: proposta la cittadinanza onoraria

Un segno di riconoscenza per il servizio pastorale e umano svolto in oltre diciassette anni alla guida della Diocesi

Bergamo rende omaggio al vescovo Francesco Beschi: proposta la cittadinanza onoraria

Il Consiglio comunale di Bergamo, a nome della città e su iniziativa di sindaca e Giunta, ha annunciato il conferimento della cittadinanza onoraria al vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi, quale segno di riconoscenza per il servizio pastorale e umano svolto in oltre diciassette anni alla guida della Diocesi e per il profondo legame costruito con la comunità bergamasca.

«Esprimiamo al vescovo la gratitudine di tutta Bergamo»

«Con questa cittadinanza onoraria vogliamo esprimere al Vescovo la gratitudine di tutta Bergamo per il cammino condiviso in questi anni. È il riconoscimento di una presenza che ha saputo entrare nel cuore della nostra comunità e che continuerà a farne parte – dichiara la sindaca Elena Carnevali -. Il rapporto costruito con la città va oltre il ruolo istituzionale e pastorale ricoperto, è un legame umano, fatto di incontri, attenzione e partecipazione alla vita dei bergamaschi. Con questo conferimento diciamo che Bergamo riconosce Monsignor Beschi come uno dei suoi cittadini, parte della sua storia e della sua identità».

Nel corso del suo episcopato, spiegano da Palazzo Frizzoni, il Vescovo Beschi ha accompagnato la città nei momenti di maggiore difficoltà e nelle occasioni di crescita collettiva, promuovendo il dialogo, la solidarietà e la coesione della comunità bergamasca. La sua voce e la sua testimonianza hanno contribuito ad alimentare un sentimento condiviso di vicinanza e responsabilità verso il bene comune.

La proposta, già condivisa con tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio comunale, seguirà ora l’iter previsto dal Regolamento per la concessione delle civiche benemerenze. Il conferimento della cittadinanza onoraria sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale e dovrà essere deliberato con il voto favorevole dei quattro quinti dei suoi componenti, previo parere dell’Ufficio di Presidenza.