Poesie

“Buio di bianca luce”, la presentazione della nuova raccolta del treviolese Mattia Cattaneo

Oggi, alle 17 alla Ubik di Borgo Santa Caterina, presenta il libro nato dall’esperienza della nascita prematura del figlio e della sua degenza

“Buio di bianca luce”, la presentazione della nuova raccolta del treviolese Mattia Cattaneo
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Oggi (sabato 10 ottobre), alle 17 alla libreria Ubik di Borgo Santa Caterina, lo scrittore di Treviolo Mattia Cattaneo presenterà Buio di bianca luce, la sua nuova raccolta poetica che nasce da un’esperienza profondamente personale.

«È un’opera che affonda le radici nella vita vissuta, nella necessità urgente di dare forma e voce a un periodo segnato dall’attesa, dalla paura e dalla speranza, quello della nascita prematura di mio figlio Francesco e della sua degenza in ospedale – spiega l’autore -. Non si tratta però soltanto di un racconto legato alla prematurità, ma di una riflessione più ampia sul significato della genitorialità, sul diventare padre attraversando un tempo sospeso, fragile e intensissimo».

Il libro esce a distanza di due anni dall’ultima raccolta poetica di Cattaneo, La Neve Impressa. In questa, Buio di bianca luce, con prefazione di Maria Concetta Giorgi e postfazione di Enrico Marià, troviamo il percorso di due genitori protratti in uno scenario nuovo, che parte dal buio di non poterlo essere, attraversando il gelo degli accadimenti, sino alla calda bianca luce di un fiore sbocciato in modo prematuro che si fa strada alle prime luci dell’alba.

Mattia Cattaneo

Il titolo racchiude già il cuore dell’opera. «C’è un contrasto forte tra buio e luce, che non sono semplicemente opposti, ma elementi complementari. Il buio rappresenta l’inizio, la difficoltà, l’incertezza e l’attesa, ma anche uno spazio necessario alla vita per formarsi. La luce, invece, è quella della nascita, improvvisa e quasi accecante: non una luce rassicurante, ma fredda, ospedaliera, che segna un passaggio decisivo e allo stesso tempo destabilizzante. È una luce che salva, ma che costringe anche a confrontarsi con una realtà inattesa».

Trasformare un’esperienza così intensa in poesia non è stato semplice. «La scrittura è diventata per me uno strumento indispensabile, un modo per dare corpo alle emozioni e attraversarle».

I testi contenuti nel libro non nascono a posteriori, ma “nel mentre”, dentro i giorni della terapia intensiva, tra incubatrici, porte a scorrimento e linguaggi tecnici (…)

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