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Formidabili tiratori

Campriani e Pellielo, quei due che non sbagliano mai un colpo

Campriani e Pellielo, quei due che non sbagliano mai un colpo
Persone 09 Agosto 2016 ore 10:50

Johnny e Niccolò, uno Clint Eastwood con il fucile, l'altro il cecchino che ha fatto ingegneria, il quarantenne che balla il liscio e il giovane nerd che progetta la carabina in garage. Se sparano insieme ci sarà un perché. Ma non dovevamo mica venire a Rio per scoprirlo. Ecco l'Italia dei tiratori, quelli che imbracciano l'arma per gioco e sanno come divertire. Giovanni «Johnny» Pellielo ha vinto l'argento nel tiro a volo contro il croato Josip Glasnovic, un renegade che era meglio non far arrabbiare. Ha detto dopo: «Il mio sport è fatto di niente». Per dire che i piattelli sibilano nel vento sono come soffi appena percettibili: o cogli l'attimo, o è andata. Indietro non tornano più. Niccolò Campriani, invece, ha vinto l'oro nel tiro a segno. Bardato come un Iron Man, ha fatto i conti con le regole che cambiano («e non mi piacevano»), con un senso di nausea per «il mio sport che ho iniziato a odiare», ma alla fine eccolo lì con l'oro a penzolargli dal collo e l'idea che i sacrifici vengono sempre a risarcire il conto.

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Sono loro l'ultimo ritrovato in fatto di determinazione. Così lontani, così vicini. C'è quello col fucile che prima di sparare sembra quasi pregare, Pellielo, devotissimo al Signore, che voleva fare un giro nelle favelas «ma andrò a casa perché un'esperienza del genere merita una concentrazione diversa che un evento sportivo». Lui rappresenta quella lunga, infinita banda di fucilatori di piattelli a metà tra Buffalo Bill e Calamity Jane. Generazioni cresciute a Spaghetti-Western. Sono quelli del piattello, che la domenica scendono in pedana per sparare un po'. Ci si allena alla mira, e di questi tempi fare un centro perfetto non è tanto male. E non poteva che essere come Pellielo a rendergli omaggio, calmo e felice, saggio e composto, da anni ormai va a caccia dell'oro che sembra sfuggirgli sempre. «Ma l'oro non lo inseguo, non è questo che conta, non credo sia giusto raccontare di un inseguimento che non si conclude mai. Io ho vinto, non ho perso».

>>>ANSA/ RIO: ORO CAMPRIANI NEL TIRO, È TERZO PER ITALIA
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Niccolo Campriani,Sherhiy Kulish,Vladimir Maslennikov
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Rio: oro Campriani nel tiro, è terzo per Italia
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Rio: Campriani gold medal, Olympic Games 2016
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L'Italia che fa centro, che non sbaglia un colpo è anche quella di Campriani l'Innamorato. Della sua Petra (la Zublasing, anche lei una tiratrice), che in questi ultimi tre anni lo ha aiutato a restare a galla quando Niccolò sentiva di averne fin sopra la testa, di averne le scatole piene, di tutte le regole che cambiavano, dei metodi che non funzionavano. È l'altra metà di una medaglia, l'altra faccia del Paese che sa sparare e respirare prima di farlo. È la gioventù che rischiava di bruciarsi, quella di Campriani, e invece eccola qui, premiata e lodata da tutti. Italiani, popolo di sparatutto. A un certo punti quelli della federazione internazionale di Tiro lo hanno chiamato, gli hanno chiesto come fare a rendere divertente uno sport in cui si aspetta, si spara, e si guarda un forellino su un bersaglio di carta. Niccolò ha detto fate così e così. Alla fine hanno fatto il contrario di quello che aveva suggerito lui. Ma questo adesso non conta più.

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