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Avrà la maglia numero 29

Con Paletta si chiude il mercato «Ho sempre voluto l'Atalanta»

Con Paletta si chiude il mercato «Ho sempre voluto l'Atalanta»
Persone 28 Agosto 2015 ore 19:36

Cercato prima, accerchiato poi e oggi contento di essere a Bergamo per tentare di riconquistare la Nazionale. È stato presentato a Zingonia Gabriel Alejandro Paletta, il nuovo difensore nerazzurro arriva all'Atalanta in prestito secco, e gli obiettivi della sua stagione sono chiari: giocare con continuità, dare una mano alla Dea e riconquistare la Nazionale di Antonio Conte in vista degli Europei della prossima estate. Il numero 29 si è presentato alla stampa accompagnato dal direttore tecnico Giovanni Sartori. Paletta ha parlato candidamente di come ci siano state molte altre squadre sulle sue tracce, ma ha sottolineato che per la scelta è risultato decisivo il grande pressing esercitato dall’Atalanta a tutti i livelli, partendo dal presidente Percassi fino ad arrivare a parecchi elementi del gruppo.

Prestito secco, grazie al Milan. «Gabriel Paletta era un nostro obiettivo da almeno due mesi – ha dichiarato Sartori – e dobbiamo ringraziare il Milan per questa opportunità. Arriva in prestito secco, con la società rossonera i rapporti sono ottimi e il dottor Galliani ci ha sempre detto che se avessero deciso di lasciarlo partire, sarebbe arrivato a Bergamo. Voglio anche dire grazie all’agente Martin Guastadisegno: nell’ultimo periodo i contatti al telefono sono stati continui e nonostante il forte interessamento di altre squadre (si parlava di Roma, Besiktas e Lione, ma anche di Bologna e Sassuolo, ndr) per l’entourage del ragazzo l’Atalanta ha sempre avuto al priorità». Dopo i ringraziamenti di rito, Sartori ha riservato l’ultimo pensiero proprio per Paletta. Da titolare nel Milan (14 partite quasi complete l’anno scorso da gennaio in avanti) al passaggio in provincia il salto era grande. Ma per il difensore non ci sono mai stati dubbi. «Nonostante abbia letto anche io sui giornali di come Paletta ci abbia rifiutato, voglio ribadire che non è assolutamente vero: da quando ha capito la nostra grande volontà di portarlo a Bergamo, Gabriel ha sempre detto che quando il Milan avrebbe preso una decisione sarebbe venuto a Bergamo. E così è stato».

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Atalanta da decimo posto. Subito dopo le parole dell’uomo mercato nerazzurro, la palla è passata a Paletta che ha ribadito il concetto e ha confermato la grande opera di convincimento messa in atto da tutte le componenti nerazzurre. «Sono contento della scelta. Il mio obiettivo è quello di giocare e con l’Atalanta sono convinto di poter fare bene. Non ho mai rifiutato nulla, non ho voluto aspettare io così tanto, ma era il Milan che doveva prendere una decisione definitiva. Il pacchetto arretrato dei rossoneri era molto affollato, ho preso molte informazioni sull’Atalanta e ho sentito praticamente tutti: l’entusiasmo e la voglia di avermi qui sono stati decisivi per la mia scelta». Ma come mai, uno che ha giocato un Mondiale e che punta al prossimo Europeo accetta di passare dal Milan ad una formazione che l’anno passato è arrivata diciassettesima? «Sono convinto che ci siano dei valori importanti, sono sicuro che si possa fare bene e dico anche senza problemi che questa Atalanta può tranquillamente puntare ad arrivare nelle prime dieci del campionato. Ci sono giocatori validi, conosco molti compagni e il mister. Per ora rimarrò a vivere a Milano e farò la spola, in seguito vedremo».

Con il Frosinone subito in campo? Gabriel Paletta è ovviamente un giocatore di livello superiore rispetto alla realtà orobica. Il fatto che arrivi in prestito secco è secondario rispetto a quello che può dare quest’anno. Se si ripeterà sui livelli di Parma, l’Atalanta ne trarrà grande beneficio, il Milan vedrà valorizzato un giocatore e l’Europeo (pare che il ct Conte lo abbia spinto a trovare una soluzione per giocare con continuità) è dietro l’angolo. Già, ma da quando Paletta può scendere in campo? «Quello lo deciderà il mister – ha spiegato il numero 29 della Dea -  e io mi metto a disposizione. Posso giocare sia sul centro destra che sul centro sinistra, non credo che ci siano coppie già definite ma vedremo. Conosco Toloi, già quando era alla Roma lo seguivo e quindi basterà un po’ di tempo per trovare l’intesa. Non so se sarò in campo già domenica sera, penso solo a lavorare».

Sartori chiude il mercato, ora solo cessioni. Finita la presentazione di Paletta con la curiosità legata al numero (“« Parma Benalouane voleva il 29 – ha detto ridendo – ma l’avevo io e ha scelto il 28. Qui lo aveva lui e meno male che è andato via così lo ha liberato»), il direttore tecnico Giovanni Sartori ha dichiarato che il mercato in entrata è chiuso. «Se anche dovesse andare via Boakye (piace al Paok Salonicco, ndr) non è detto arrivi una nuova punta. Dietro siamo a posto, in mezzo anche se dovesse uscire Giorgi c’è Grassi che completa i ruoli e davanti non credo ci siano altri arrivi. Stiamo risolvendo altre situazioni, Marilungo a Lanciano e il portiere Rossi a Prato sono soluzioni che arriveranno a breve, ma per il resto stiamo alla finestra. Conti rimane qui. Siamo sempre stati vigili e certamente non smetteremo di esserlo ora, ma credo che ci si possa dare appuntamento al 2016 con altre operazioni in entrata».

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