Si è addormentato nella sua stanza, a casa, come ogni sera. E da quel sonno non si è più svegliato. La morte di Simone Mangili, otto anni, arrivata in modo improvviso nella notte, ha lasciato la sua famiglia e la comunità di Curno davanti a un vuoto difficile da raccontare.
Malato dalla nascita
Simone era nato con una patologia genetica molto rara, l’agammaglobulinemia, conosciuta anche come malattia di Bruton, che compromette il sistema immunitario impedendo all’organismo di produrre anticorpi efficaci. I primi segnali erano emersi quando aveva circa due anni, dando inizio a un percorso di cure lungo e complesso.
Era stato seguito agli Spedali Civili di Brescia, dove i medici avevano individuato e definito il quadro clinico, poi confermato da ulteriori accertamenti all’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano. Nel tempo la famiglia aveva tentato diverse strade, comprese terapie sperimentali all’estero, negli Stati Uniti, nel tentativo di migliorare le sue condizioni.
Nonostante la malattia, Simone conduceva per quanto possibile una vita simile a quella dei suoi coetanei. Frequentava la scuola elementare di Curno e partecipava alla vita quotidiana con impegno, sostenuto dall’affetto della sua famiglia e di chi gli stava intorno.
Camera ardente e funerale
In queste ore, molti si stanno raccogliendo attorno ai genitori, Ermes e Valentina, e alla sorella maggiore Emma, di dodici anni. La camera ardente è stata allestita alla Casa funeraria Ceresoli di Ponte San Pietro, dove sono già passati amici, insegnanti e compagni di scuola per un ultimo saluto. Il funerale sarà celebrato venerdì 24 aprile alle 10 nella chiesa parrocchiale di Curno. Simone avrebbe compiuto nove anni tra poche settimane.