Il record

Dalla Val Seriana in platea al Festival di Sanremo: nonna Iolisca non si perde nemmeno un’edizione

Dagli anni '50 segue le serate della gara canora in sala, anche negli anni in cui la sfida si teneva al Casinò. Un primato speciale da festeggiare in questi giorni insieme al compleanno

Dalla Val Seriana in platea al Festival di Sanremo: nonna Iolisca non si perde nemmeno un’edizione

Stessa spiaggia, stesso mare, stesso hotel e… stesso Festival di Sanremo. Nella parafrasi del tormentone di Mina e Piero Focaccia del 1963 (che al Festival non ci andò) è condensata l’incredibile storia di Iolisca Occioni 98 anni di Cene in Val Seriana, che in questi giorni ha partecipato dal vivo alle serate del Festival di Sanremo al Teatro Ariston.

Un impegno non da poco, ma non del tutto sorprendente visto che sul palco è già salita nella serata inaugurale Gianna Capaldi Pratesi, 106 anni, quale testimonial del Referendum Monarchia-Repubblica di 80 anni fa.

Iolisca all’Ariston per il Festival 2025

A sorprendere è invece il fatto che Iolisca dagli anni ’50 ha seguito, rigorosamente dal vivo, tutte le edizioni del Festival sin da quando questo si svolgeva nel Salone delle Feste del Teatro Ariston. Lei si recava a Sanremo con la mamma sofferente di asma e vedeva gli eleganti spettatori uscire dall’Ariston. Decise da subito che avrebbe voluto scoprire “da dentro” quello spettacolo tanto acclamato.

E fu così che da allora non si è mai persa nessuna edizione della gara canora, chiamata per una volta (ultranovantenne) anche sul palco del Dopofestival. Addirittura, come da parafrasi iniziale, ha sempre alloggiato nello stesso albergo, l’Hotel Eletto, affacciato su via Matteotti e via Roma fra Casinò, Ariston e il mare.

Iolisca all’Ariston per la prima serata del Festival 2026

Trascorrere un periodo di riposo invernale a Sanremo è abitudine che Iolisca ha condiviso per decenni con il marito Michele Bazzana, poi mancato nel 2008. Lui non amava partecipare al Festival, ma proprio nell’anno in cui poi venne a mancare fece uno strappo alla regola e accompagnò la moglie in sala. Michele è stato anima del negozio di biciclette Bazzana, che a Cene è una vera e propria istituzione e dove Iolisca ancora è presente come cassiera.

Quest’anno con Iolisca c’è la primogenita Giovanna, vedova dell’indimenticato sindaco di Cene Giorgio Valoti, morto durante la pandemia. A mamma Iolisca sono sempre vicini anche i figli Walter e Giacomo e un ricordo speciale lo merita anche Maria, sorella di Iolisca, che è una giovincella del 1932.

Iolisca Occioni (al centro) con i figli Giovanna, Walter e Giacomo e la sorella Maria

Iolisca Occioni ama raccontare con ironia un dettaglio che la rende ancora più speciale: i suoi compleanni arrivano solo negli anni bisestili essendo nata il 29 febbraio del 1928. Come dice sempre sorridendo, «gli anni veri li compio ogni quattro anni».

È una battuta che la rappresenta perfettamente, perché dietro quella frase c’è il suo spirito leggero, positivo e incredibilmente giovane. E in effetti, nonostante l’età anagrafica, si sente giovane dentro. La curiosità, l’entusiasmo e la voglia di vivere non l’hanno mai abbandonata, nemmeno dopo quasi un secolo di vita, segnato da cambiamenti storici, gioie familiari e momenti difficili affrontati con grande forza d’animo. Non ha mai smesso di seguire il Festival dal vivo e anche dopo la scomparsa del marito quella tradizione non si è mai fermata. È stata portata avanti con la famiglia, diventando un simbolo di continuità e di memoria.

Iolisca è nonna di cinque nipoti e bisnonna di due pronipoti, tutti profondamente legati a lei e orgogliosi della sua energia e della sua straordinaria passione.

Iolisca con tutta la famiglia

Nel corso della vita ha affrontato anche problemi di salute importanti, superati con determinazione, coraggio e il sostegno dei suoi cari, senza mai perdere il sorriso né la voglia di vivere. Ed è proprio questo il tratto che più la distingue: la capacità di guardare sempre avanti, con entusiasmo sincero. Anche oggi, quando si parla del Festival di Sanremo, i suoi occhi si illuminano come quelli di una ragazza. E anche quest’anno si è seduta al Teatro Ariston, pronta a vivere ancora una volta quell’atmosfera indimenticabile che tanto la appassiona.

Nel 1951 Nilla Pizzi visse la prima edizione del Festival con Grazie dei fiori. Chissà che quest’anno, a ringraziare per un omaggio che sarebbe certamente meritato, non possa essere Iolisca. Del resto, il 29 febbraio quest’anno sul calendario non c’è, ma il compleanno proprio in questi giorni andrebbe festeggiato. Auguri!