Persone
Davide Rossi

L'italiano che suona coi Coldplay grazie al violino (e a un ping pong)

L'italiano che suona coi Coldplay grazie al violino (e a un ping pong)
Persone 27 Marzo 2015 ore 13:15

Scappano dall’Italia e vanno a far fortuna all’estero dove sono valorizzati e, giustamente, incoraggiati per la loro capacità di contribuire allo sviluppo del Paese. Cervelli in fuga, a loro modo, anche se non provengono dall'ambito accademico o industriale, ma sono artisti che per sfondare hanno dovuto emigrare all’estero, in aree dove la loro voglia di imparare, conoscere e crescere era presa in considerazione. Ritrovarli anni dopo al centro di storie e grandi successi con i più importanti protagonisti della musica contemporanea suscita non pochi interrogativi sulla capacità di scommettere sulla “cultura” dell’Italia.

Felice con la musica. «Non è facile ricominciare ogni volta, ma non mi lamenterò mai. Perché la musica mi ha regalato gioie e soddisfazioni che mi hanno reso un uomo felice», raccontava a Panorama. Le parole sono quelle di Davide Rossi, affermato violinista italiano che dal 2006 collabora con la famosa band britannica dei Coldplay. Avete in mente l’inizio di “Viva la vida”, la canzone del 2008 con cui il gruppo di Chris Martin restò in cima alle classifiche musicali americani ed inglesi per parecchio tempo? Sì, è proprio il violino di Rossi.

 

 

La svolta: le lezioni di Fripp. La svolta per il ragazzo torinese, che iniziò ad impugnare il violino a soli quattro anni, avvenne nel 1990, quando, 20enne, iniziò a seguire le lezioni di Robert Fripp, affermato chitarrista e compositore britannico. Rossi racconta che la vita nel conservatorio di Torino, iniziato nel 1981, lo aveva reso troppo “schiavo” della tradizione della pagina da pentagramma e così aveva cominciato a collaborare con il gruppo rock piemontese dei Mau Mau. Davide seguì Fripp in giro per il mondo fino al 1994, trovando, grazie ai consigli del maestro («Devi trovare la tua voce»), il legame giusto tra la musica classica e quella rock. Iniziò quindi a lavorare assieme a Fripp in Inghilterra, perseguendo però nella sua formazione musicale: nel 1995 si laureò in Composizione presso il College di Bath e nel 1999 ottenne il diploma in tecnologia digitale presso la Keele University. Durante gli studi a Bath, Rossi conobbe i membri dei Goldfrapp che stavano incidendo il loro primo album; dall’amicizia con loro nacque una collaborazione proficua e duratura che portò il violinista italiano in poco tempo a mostrare a tutta l’Inghilterra le sue notevoli potenzialità.

L’incontro con Chris Martin. Nell’autunno 2005 i Goldfrapp divennero la band che aprì la tournee europea dei Coldplay. Tra un concerto e l’altro il leader del gruppo Chris Martin era solito (e lo è tutt'ora) divertirsi con delle infinite partite a ping pong, passatempo nel quale eccelleva e dove si trovava spesso eccessivamente coinvolto a livello agonistico. Durante una sfida Chris venne messo in seria difficoltà da uno sconosciuto violinista italiano; da lì iniziò a notarlo e a proporgli di suonare direttamente con la sua band.

 

 

La prima registrazione. Nel 2006 Rossi viene invitato dai Coldplay nel loro studio di registrazione The Bakery, sede di un vecchio forno londinese, per una strimpellata di archi che alla fine durerà invece un anno e mezzo portando alla produzione di “Viva la Vida or Death and All His Friends” . L’arrangiamento per archi di “Viva la Vida” viene curato personalmente da Rossi che ottiene i ringraziamenti entusiastici di Martin. La collaborazione con i Coldplay prosegue anche nell’anno successivo e Rossi diventa uno dei pochi a cui viene concesso l’onore di suonare live con la band, durante alcuni concerti di beneficenza in America e Gran Bretagna (solitamente nessuno oltre ai 4 membri sono presenti sul palco).

Oggi. In questo modo Davide si attesta tra i migliori violinisti del panorama musicale mondiale, riuscendo a suonare con Neil Young, Ed Sheeran, i Depeche Mode, Dido e Moby, ma anche con artisti italiani come Alex Britti o Eros Ramazzotti («molti si sono accorti di questo italiano immigrato all’estero», scherzava Rossi). Tra la famiglia a Copenaghen e gran parte del lavoro a Londra («La musica in Inghilterra ha un'importanza vitale per la gente. È un'industria vera, che crea infrastrutture per proiettarsi all'esterno. Da noi si pensa a ciò che può funzionare in Italia, e infatti funziona solo lì»), ormai Davide passa pochissimo tempo in Italia anche se ha ben chiaro i motivi del suo successo: «Non mi sento un cervello in fuga, semplicemente ho voluto fare questo passo da sempre e sono contento d’aver seguito le mie intenzioni. Questo passo è stato fatto sia per scelta che per necessità, visto che a mio parere, il mondo musicale italiano è un po’ “limitato” e una persona che vuole mettersi in discussione, specialmente per quello che riguarda il pop e il rock, deve farlo per forza di cose in un Paese come l’Inghilterra, dove questo tipo di musica è nato ed è stato sviluppato come movimento culturale ed economico». Aggiungeteci una vittoria a ping pong e avrete di fronte il violinista più desiderato da tutto il mondo musicale pop-rock.

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