C’è un filo sottile che unisce le aule scolastiche, i testi delle canzoni trap e i grandi concorsi letterari nazionali. A percorrerlo con passo sicuro è Giovanni “Giovo” Ravasio, che si è aggiudicato la seconda edizione del Premio Buzzanga di Pinerolo, dedicato alla memoria di Giuseppe Aldo Buzzanga, figura storica del sindacalismo e dell’associazionismo piemontese.
Un premio che non celebra solo la qualità della scrittura, ma la capacità di dare voce a chi spesso fatica a trovarne una.
Ravasio, di Ponte San Pietro, ha convinto la giuria con Pesta, un copione teatrale che esplora la realtà dei ragazzi dentro e fuori la scuola. È un territorio che l’autore vive quotidianamente: Giovanni è infatti un educatore e l’ideatore di Educatrap, un laboratorio di scrittura creativa rap che da anni porta la potenza della parola in scuole, oratori, centri giovanili e comunità.
«Oltre al premio in denaro, che non fa mai male, per me vincere ha significato soprattutto far circolare un racconto che parla del mondo dei ragazzi che vedo ogni giorno – racconta Ravasio -. Giovani che devono fare i conti con il giudizio, con la precarietà e con le difficoltà di un mondo iperconnesso e, allo stesso tempo, iperisolato».
Questo traguardo arriva a pochi mesi dal primo premio al concorso Rajche di Subiaco, dove Ravasio è stato premiato dal presidente dell’Accademia della Crusca, Paolo D’Achille. È un percorso che conferma la solidità di una ricerca narrativa sempre più centrata sul rapporto vitale tra linguaggio, educazione e nuove generazioni.
Il lavoro di Giovanni nasce dalla convinzione che i ragazzi non vadano osservati con distacco, ma compresi (…)