Una bergamasca di nuovo sul gradino più alto. Giulia Monzani, artista di Filago, si è confermata per il secondo anno consecutivo al vertice dell’Incontro Nazionale dei Madonnari di Grazie. La giovane bergamasca ha conquistato il primo posto nella categoria dei Maestri Madonnari con l’opera “Rinuncia agli averi”, mentre sul terzo gradino del podio è salita la gemella Alice. In mezzo a loro, al secondo posto, il lombardo Valentino Ciusani.
Giulia Monzani, un’altra vittoria
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Per Giulia Monzani è arrivata una nuova affermazione nel prestigioso appuntamento dedicato all’arte dei gessetti. Dopo il successo dello scorso anno, la madonnara di Filago ha centrato il bis nella 52ª edizione dell’Incontro Nazionale dei Madonnari di Grazie, dedicata quest’anno a “Il messaggio di San Francesco nei colori dei Madonnari”, nell’ambito dell’ottavo centenario della morte del Santo.
La sua opera, “Rinuncia agli averi”, ha convinto la giuria presieduta dallo storico dell’arte austriaco Peter Assmann. Per la seconda volta consecutiva, la vittoria porterà inoltre Giulia Monzani a realizzare il bozzetto del manifesto della prossima edizione, la 53ª del concorso.
“Rinuncia agli averi”, l’opera vincitrice
La giuria ha premiato il lavoro di Monzani per la capacità di andare oltre la rappresentazione tradizionale della scena di San Francesco, concentrandosi sul significato psicologico ed esistenziale del gesto.
La figura del Santo è rappresentata attraverso quattro fasi distinte ma unite in un unico corpo dinamico, in una sorta di “cronofotografia” interiore. Secondo la valutazione della giuria, l’opera trasforma così la spogliazione di San Francesco in un’immagine universale di liberazione e di lotta contro le costrizioni del mondo.
Sul podio anche la gemella Alice
La festa bergamasca è resa ancora più speciale dalla presenza sul podio di Alice Monzani, gemella di Giulia, che ha conquistato il terzo posto tra i Maestri Madonnari con “La penitenza nel roveto”.
Le due artiste di Filago hanno condiviso un percorso che le ha portate dal liceo artistico all’arte madonnara e che oggi le vede entrambe tra le protagoniste della manifestazione di Grazie. A completare il podio è stato Valentino Ciusani, di Codogno, in provincia di Lodi, con “La mano di Francesco ferma la guerra”. Un podio, dunque, interamente lombardo.
136 artisti da Italia e altri sette Paesi
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La 52ª edizione dell’Incontro Nazionale dei Madonnari ha visto la partecipazione effettiva di 136 artisti, sui 140 iscritti, arrivati da diverse regioni italiane e da sette Paesi stranieri: Messico, Stati Uniti, Perù, Ecuador, Romania, Germania e Francia.
La cerimonia di premiazione si è svolta nella serata del 15 agosto, al termine dei due giorni che hanno trasformato il sagrato del Santuario di Grazie in una grande galleria d’arte a cielo aperto.
Tutti i vincitori delle altre categorie
Nella categoria dei Madonnari Qualificati il primo posto è andato a Kanako Matsumoto, da Tokyo, con “Cantico delle Umili Creature”. Secondo Andrea Riminitti con “Sorella acqua”, terza Claudia Artoni con “Come umili creature”. I primi tre classificati accedono alla categoria dei Maestri Madonnari.
Tra i Madonnari Semplici ha invece vinto Enrique Leon Espinoza, dal Messico, con “San Francisco de Asís en extasís”. Seconda Iris Benamati Bottura con “Alter Christus” e terza Chiara Mancini con “Lo Sposalizio mistico di San Francesco con Madonna Povertà”. Anche in questo caso, i primi tre passano alla categoria superiore.
I premi speciali
Numerosi anche i riconoscimenti speciali assegnati nel corso della manifestazione. Il Premio Santuario Madonna delle Grazie è andato a Lucia Legati, mentre il Premio Speciale alla Creatività è stato assegnato a Luca Valcavi. Proseguendo Erik Scarpolini ha ricevuto il Premio Parco del Mincio e Michela Bogoni il Premio Rotary, oltre al Premio della Giuria Popolare.
Il Premio Unione Nazionale Cavalieri d’Italia, destinato al Madonnaro più lontano, è andato a David Samuel Quinatoa Zambrano, arrivato da Pastaza, in Ecuador. A Michele Buscio è stato assegnato il Premio Speciale “Luci del Cantico”.
Le opere realizzate durante l’Incontro possono ancora essere ammirate sul sagrato del Santuario, ma soltanto fino a quando la pioggia non ne cancellerà i colori.