Pilastro della comunità

I 91 anni di Antonio Lamera (e la storia di Stezzano) in un libro. Per fare del bene

Un viaggio tra cronaca e “leggende” locali. L’intero ricavato verrà utilizzato per aiutare bambini e malati in Malawi. Il dolce pensiero per la moglie Serafina

I 91 anni di Antonio Lamera (e la storia di Stezzano) in un libro. Per fare del bene

Lo scorso 22 febbraio ha spento novantuno candeline. Ma Antonio Lamera, storico pilastro della comunità di Stezzano, non si è accontentato di ricevere auguri. Ha infatti deciso di mettere nero su bianco i capitoli più belli della sua esistenza e racchiuderli in un libro autobiografico.

Così è nata La mia vita con i ricordi di Stezzano, un volume di 184 pagine e 272 foto disponibile alla “Cartoleria e fantasia” di Mirella Campana in via Zanchi.

Il progetto ha anche una finalità benefica, come spiega l’autore: «Tutto ciò che raccoglierò con le offerte libere raggiungerà il Malawi. Voglio infatti continuare a sostenere fratel Costantino nella costruzione di un asilo, ma anche aiutare una volontaria che opera là da oltre vent’anni. L’avevo già sostenuta per i miei 87 anni: la sua missione è far vivere gli ammalati, i dimenticati, gli ultimi. In fondo, ho pensato che se non salviamo le vite, se molti bambini muoiono, l’asilo servirebbe a poco. Scrivere questo libro è stato un dono anche per me: ho rivissuto la mia storia riscoprendo dettagli che avevo dimenticato. È stato possibile grazie a un lavoro enorme di recupero: tempo fa ho scansionato ogni mio articolo, lettera o appunto inviato alle amministrazioni. Queste memorie sono ben 646 pezzi di vita».

Il libro di Antonio Lamera

Il libro è un viaggio tra cronaca e leggenda locale. Lamera riporta alla luce episodi come quello della storica maschera “Yo-Yo”, un pezzo di folklore stezzanese risalente a un’epoca in cui il Carnevale era un momento di creatività collettiva e satira paesana, ma anche le curiose dinamiche dei bagni di sole che il Comune organizzava un tempo per la salute dei cittadini. Tra le pagine emergono anche i contrasti, a volte aspri, tra il clero locale e il regime fascista, documentando una Stezzano che resisteva e cambiava.

Non mancano i dettagli sulla vita quotidiana del passato, come le riunioni oceaniche degli alpini. In quelle occasioni, sparivano i confini tra pubblico e privato: i cortili diventavano (…)

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