L'intervista

I ricordi di Angela Tentorio: «Mio marito Franco, che vedeva in tutti il lato migliore»

La vedova dell'ex sindaco: «Veniva a trovarmi in bici da Bergamo ad Alassio. Non credevo che fosse amato fino a questo punto: sono commossa per tanto affetto»

I ricordi di Angela Tentorio: «Mio marito Franco, che vedeva in tutti il lato migliore»

di Paolo Aresi

«Mi perdoni se la accolgo qua e non la porto nel suo studio, ma non ce la faccio. Deve passare un po’ di tempo. Appena entro rivedo tutta la scena di venerdì mattina, rivedo mio figlio che gli pratica il massaggio cardiaco, rivedo i soccorritori che fanno tutto quello che possono. Ma non c’è stato niente da fare. Ci hanno detto che l’ultimo estremo tentativo era portare Franco alla Gavazzeni e ho detto sì, sebbene fosse ormai da tanti minuti senza vita. Siamo arrivati alla Gavazzeni, hanno provato a rianimarlo anche lì, ma non è stato possibile».

Angela Moirano è la moglie di Franco Tentorio, commercialista, uomo politico, ex sindaco di Bergamo, morto venerdì mattina, 27 marzo. Angela parla in maniera delicata, trattiene la commozione. Continua: «Non riesco a tornare nel suo studio, non riesco a crederci. Venerdì mattina stava bene, in studio aveva mangiato un dolcetto perché era il compleanno di una nostra collaboratrice. Si era svegliato presto come sempre e mi aveva detto che aveva dormito proprio bene. Non potevamo immaginare una cosa del genere».

Franco Tentorio con la moglie Angela e i figli

Non aveva dato nessun segno di qualcosa che non andasse?

«Franco non era stato molto bene a Roma, durante le vacanze di Natale, eravamo andati a vedere una mostra alle Scuderie del Quirinale e lui sulle scale si era fermato, aveva l’affanno. Pioveva forte quel giorno. Al ritorno è andato a fare tutti i controlli, gli hanno trovato due arterie un po’ occluse. Lunedì di settimana scorsa ha affrontato un intervento per liberarle, gli avevano inserito gli stent e tutto era andato nel migliore dei modi. Giovedì sera ha bevuto anche un bicchiere di vino, ha fumato una sigaretta e io ho brontolato. Scherzava, ci siamo detti che avremmo trascorso un fine settimana tranquillo, a casa. E la mattina di venerdì è uscito sereno, in ufficio era tranquillo… Erano le 12.15 quando la sua segretaria ha sentito un rumore, come un rantolo. Franco teneva sempre le porte aperte. La segretaria si è alzata, è andata a vedere e lo ha trovato sulla poltrona della scrivania, senza conoscenza, ha chiamato subito aiuto».

Vi conoscevate da tanti anni.

«Ci siamo incontrati che io avevo tredici anni, lui diciannove. Frequentava il bagno Lucio ad Alassio, dove lavorava mia mamma e allora ci vedevamo. In realtà lui interessava a una mia amica, Anna, più grande di me. La mia amica mi disse che voleva conoscerlo, mi chiese se glielo presentavo e così ho fatto. Lui invece si è interessato a me. Ma eravamo soltanto amici, io ero così piccola. Eravamo nell’estate del 1964 e si cantava “Noi siamo l’esercito del Surf” di Catherine Spaak. Ci siamo poi sposati nel maggio del 1977. Eravamo cresciuti… io mi ero laureata in Lettere, insegnavo. Da Alassio ottenni il trasferimento a Bergamo».

Franco Tentorio

È vero che Franco veniva a trovarla in bicicletta?

«Sì, lo ha fatto diverse volte. Divideva il viaggio in due parti, pernottava a Masone. Negli ultimi anni veniva in auto con me fino a Celle Ligure e poi si cambiava, prendeva la sua Bianchi e pedalava per gli ultimi settanta chilometri sulla costa. Aveva davvero una grande passione per il ciclismo. Con i suoi amici faceva lunghe passeggiate, salite durissime. La bicicletta se la portava sempre in vacanza (…)

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