Ci sono persone che, anche nei momenti più difficili, riescono a lasciare negli altri il ricordo del loro sorriso più che della loro sofferenza. È così che familiari e amici raccontano Manuel De Felice, scomparso domenica 5 luglio a soli 35 anni dopo aver combattuto contro una malattia incurabile. La sua morte ha suscitato profonda commozione sia a Bergamo, dove viveva da circa dieci anni, sia nella sua Melzo, la città in cui era nato e cresciuto.
Il trasferimento a Bergamo era arrivato per amore. Qui Manuel aveva costruito la sua vita insieme alla moglie Anna e al figlio Filippo, di appena 7 anni. La famiglia abitava in via Serassi, nel quartiere di Borgo Palazzo, dove il giovane era riuscito a inserirsi con naturalezza grazie al suo carattere aperto, disponibile e sempre positivo.
La malattia si era manifestata circa un anno e mezzo fa con quello che sembrava un semplice mal di schiena. In poco tempo, però, gli accertamenti avevano rivelato una patologia ben più grave. Da allora Manuel aveva affrontato un lungo percorso di cure senza mai arrendersi, spostandosi tra diversi ospedali, da Milano a Trento.
«In questi mesi ha dimostrato una forza e una determinazione straordinarie – raccontano i familiari -. Non si è mai tirato indietro davanti alle terapie e ha continuato a guardare avanti con una voglia di vivere che non lo ha mai abbandonato». Un atteggiamento che è rimasto intatto fino agli ultimi giorni. «Dieci giorni prima di morire aveva voluto regalare al figlio il battesimo del volo, portando tutta la famiglia a Ibiza. Era il suo modo di continuare a creare ricordi felici insieme alle persone che amava».
Dopo il diploma aveva iniziato a lavorare come elettricista, ma non aveva mai smesso di investire nel proprio futuro. Parallelamente all’attività professionale si era iscritto all’università, conseguendo la laurea in ingegneria e costruendosi una carriera come project manager, un ruolo che lo portava spesso all’estero e per il quale era molto apprezzato.
Il calcio, le biciclette e soprattutto la famiglia erano le sue passioni più grandi. Chi gli voleva bene lo ricorda come una persona generosa, capace di trasmettere entusiasmo anche nei momenti più complicati. Per tutti era semplicemente “Defe”.
La camera ardente e i funerali sono stati allestiti a Melzo, dove la famiglia si è trasferita subito dopo la sua scomparsa. Alle esequie hanno partecipato oltre trecento persone, testimonianza dell’affetto che Manuel aveva saputo conquistare in entrambe le comunità.
Nei giorni scorsi gli amici hanno inoltre promosso una raccolta fondi destinata a sostenere Anna e il piccolo Filippo. Nel ricordarlo lo descrivono come «un ragazzo dal cuore d’oro», capace di lasciare, con il suo modo di affrontare la vita e la malattia, «un messaggio forte che continuerà ad accompagnare tutti noi».