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È morto a 94 anni

Il partigiano che fucilò Mussolini e svelò le carte segrete di Churchill

Il partigiano che fucilò Mussolini e svelò le carte segrete di Churchill
Persone 17 Novembre 2015 ore 17:00

Bruno Giovanni Lonati era uno che aveva fatto la guerra, da partigiano. Era un comandante della 101esima Brigata Garibaldi e i suoi compagni, quelli che come lui combattevano tra Valle Olona e Milano, lo chiamavano con il nome di battaglia “comandante Giacomo”. Giacomo, o Bruno Giovanni, se si preferisce, era nato il 3 giugno 1921, a Legnano. Dopo la guerra ha lavorato per la Franco Tosi, si è trasferito a Torino, dove è entrato nella Fiat, e dal 1980 è stato consulente di un’importante industria metalmeccanica, a Bari. Una volta raggiunta la pensione, è andato a vivere a Brescia. È morto domenica, a 94 anni. I funerali si sono tenuti lunedì, nella chiesa di Sant’Angela Merici.

 

liberazione

 

«Mussolini, l’ho ucciso io». Lonati affermava di avere portato a termine la sentenza di condanna di Benito Mussolini e della sua amante, Claretta Petacci, il 28 aprile 1945. La sua versione era piuttosto diversa da quella ufficiale. Dopo cinquant’anni di silenzio, Lonati ha pubblicato un libro, Quel 28 aprile. Mussolini e Claretta: la verità (Mursia, 1994), in cui ha raccontato di aver fucilato il Duce su ordine di un agente segreto inglese, John Maccaroni, detto il «capitano John», il quale lo avrebbe contattato il 27 aprile. Lonati avrebbe dunque agito nell’ambito di una missione segreta che aveva per obiettivo la distruzione del carteggio tra Winston Churchill e Benito Mussolini, costituito da lettere che i due capi di Stato si erano scambiati durante il conflitto. Nel 2002 il giornalista e storico Luciano Garibaldi confermò la versione di Lonati, aggiungendo nuovi particolari, e pubblicò i risultati delle sue ricerche in La pista inglese. Chi uccise Mussolini e la Petacci, volume edito da Ares.

La versione ufficiale. Secondo la versione storica, Mussolini sarebbe stato ucciso dal comandante partigiano Walter Audisio, noto con il nome di Colonnello Valerio. Quel 28 aprile 1945, a Bonzanigo di Mezzegra (Como), sarebbe stato Valerio a sparare al Duce e alla Petacci, poco dopo le 11 del mattino. Per avvalorare tale versione, nel marzo 1947 Audisio scrisse cinque articoli per l’Unità in cui raccontò di essere stato l’unico esecutore materiale della sentenza approvata a Milano dal Comitato di Liberazione il 25 aprile. Audisio disse anche di avere operato nell'ambito di una missione cui avevano partecipato i partigiani Aldo Lampredi e Michele Moretti. Non fece mai il nome di Lonati.

 

partigiani liberazione

 

La missione di Lonati. Il carteggio Churchill-Mussolini non fu recuperato e nulla si sa della sorte a cui andò incontro. Le missive furono spedite a partire dal 21 settembre 1944. In questa data, infatti, incominciarono a esserci contatti segreti tra il capo fascista e gli emissari britannici, presso il confine svizzero. Ci furono anche delle telefonate, intercettate dai servizi segreti tedeschi a Salò, che suggerirebbero la presenza di accordi segreti con Churchill. Il 27 aprile 1945, inoltre, Mussolini aveva con sé una borsa piena di documenti, quando fu catturato. Chi fu in grado di ispezionarla ha raccontato che conteneva documenti di varia natura e una parte della corrispondenza con il primo ministro inglese. È a questo punto che è entrato in scena Lonati. Il partigiano Giacomo sarebbe stato contattato dal capitano John, ufficiale dello Special Operations Executive, lo stesso 27 aprile a Milano, insieme ad altri tre partigiani. Il commando ricevette informazioni circa il luogo preciso di detenzione di Mussolini da un altro agente, posizionato a Tremezzo. I tre avrebbero così superato la guardia carceraria, perdendo un compagno nello scontro, e Lonati avrebbe poi fatto fuoco sul Duce e sulla sua amante.

Cinquant’anni di silenzio. Il carteggio Churchill-Mussolini sparì dalla circolazione, segno che, forse, la missione di Lonati andò a buon fine. Dopo avere effettuato alcune foto ai cadaveri, l'agente inglese “John” avrebbe però concordato il silenzio di Lonati e dei due partigiani superstiti per cinquant'anni, motivo per cui il capitano Giacomo scrisse le sue memorie solo nel 1994. Nel 1982, però, Lonati si sarebbe recato dal console inglese a Milano, il quale gli avrebbe anche mostrato le foto scattate da “John” e avrebbe approvato una dichiarazione, da spedire a Lonati allo scadere dei cinquant'anni, per confermare la sua versione dei fatti. In realtà, né la foto, né la dichiarazione furono mai rese pubbliche.

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