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«Sportiello mi ricorda Jimmy Fontana»

Il ritorno di Biava, l'uomo di Reja «Il mister? Un padre di famiglia»

Il ritorno di Biava, l'uomo di Reja «Il mister? Un padre di famiglia»
Persone 31 Marzo 2015 ore 07:00

Il suo score stagionale dice 14 presenze e 1 gol. Era il 1 febbraio, Atalanta-Cagliari. Sullo 0-0, cross di Del Grosso e zuccata di Giuseppe Biava a centroarea. «Ho segnato a Bergamo, sotto gli occhi di mia moglie e purtroppo credo che il mio jolly stagionale sia già andato. Solitamente riesco ad andare in rete una volta l’anno, da adesso alla fine spero di dare una mano per non prenderne e raggiungere la salvezza». A tempo scaduto decise Pinilla in quella che è l’ultima vittoria della Dea in campionato. Il difensore classe 1977 di Cenate è tornato a casa all’inizio della stagione e durante il campionato ha vissuto momenti travagliati. Ma con Reja in panchina sembra di nuovo protagonista, dato che i due si conoscono dai tempi della Lazio. E così può raccontare a BergamoPost da vicino le prime settimane di lavoro con l’allenatore goriziano.

Reja e l’approccio del padre. «Ho trovato il solito mister Reja, - racconta Biava - quello di sempre. Ha un modo di fare che regala molta serenità, sembra quasi un padre di famiglia. Non lesina mai di dare consigli, ascolta la nostra opinione e lascia anche spazio a quello che un giocatore si sente di fare: ogni elemento del gruppo si sente coinvolto, importante e il risultato è che ognuno riesce a dare qualcosa in più. Nel suo modo di fare è molto determinato, ti stuzzica e ti tocca nell’orgoglio quando è il momento giusto. Ama il confronto, sicuramente è bravo nella gestione dei rapporti personali all’interno dello spogliatoio».

Strategia, pollice su. Il tecnico, la scorsa settimana, ha raccontato a BergamoPost come vorrebbe vedere la difesa nerazzurra più alta e come ami le squadre molto corte. Biava, da difensore puro, approva la strategia. «Quando ero alla Lazio con lui in panchina, la difesa alta era la consuetudine e credo che questo accadesse soprattutto grazie al fatto che avevamo sempre il pallino del gioco. L’Atalanta, a Napoli, è riuscita in alcune occasioni a proporre una linea difensiva alta e i benefici sono stati evidenti. Se ti fai schiacciare in area rischi di più, se ti alzi e pressi in anticipo hai più possibilità di dar fastidio agli avversari: pian piano cercheremo di alzare un po’ il baricentro e di essere corti, è un lavoro che richiede tempo e tanto allenamento».

Si lavora tanto ma ci si diverte. Ma dopo una settimana piena di lavoro senza gare domenicali, come sta l’Atalanta? «A livello fisico stiamo migliorando, sicuramente. Per la verità, eravamo convinti di stare bene fisicamente ma il lavoro della scorsa settimana con Reja ci ha fatto capire che probabilmente non era così. Lavoriamo molto con il pallone, magari si fanno meno corse ma vi assicuro che dopo le sedute dei giorni passati eravamo stanchissimi: non mi ricordavo, dai tempi della Lazio, sedute così pesanti. Ci divertiamo, facciamo molto lavoro e solo alla fine viene fuori tutta la fatica che abbiamo fatto. Avanti così».

Il match di Napoli. Prima della sosta, la Dea ha strappato un importante punto contro il Napoli al San Paolo. Biava ha visto un’ottima Atalanta: il risultato è giusto ma si poteva fare l’impresa. «Dal campo ho visto un'ottima Atalanta, contro un Napoli che è sempre una grande squadra e che in avanti e a centrocampo ha elementi molto importanti. Credo che la squadra abbia tenuto molto bene il campo ,le nostre occasioni ci sono state e nonostante l'inferiorità numerica credo che il Napoli non ci abbia messo sotto. Alcune occasioni le hanno avute, Sportiello è stato bravo ma ho visto un carattere ed uno spirito che forse in passato a volte ci è mancato».

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L'errore sul gol di Zapata. Il gol del pari lo ha visto sfortunato protagonista e il ragazzo di Cenate non cerca alibi. «Ho rivisto il gol di Zapata tante volte. Non mi nascondo, l’errore c’è stato: ho valutato male la traiettoria convinto che Dramé alle mie spalle fosse più vicino e ci potesse arrivare. È stata una questione di centimetri, avessi saltato un po’ più alto magari avrei spizzato la palla e staremmo a parlare di una grande impresa. Spiace molto, credo che l’Atalanta probabilmente non meritasse di vincere ma prendere gol al 90esimo è qualcosa che lascia sempre grande amaro in bocca. Veramente».

Stagione complicata, salvezza da conquistare. Senza guardare troppo al passato, che Biava ha ritrovato mister Reja? «Ha trovato lo stesso Biava di sempre, con un anno in più. Ho vissuto una stagione particolare, sono partito titolare nelle prime 10-12 gare e poi sono stati fuori due mesi. In quel periodo, probabilmente, ho perso un po’ di fiducia in me stesso visto che non ero abituato a stare fuori: dove ho giocato, sono sempre stato chiamato in causa con continuità. Dopo l’arrivo di Reja, con l’Udinese, non dovevo nemmeno giocare eppure l’emergenza mi ha chiamato in causa: ho dato il massimo e cercherò di farlo fino alla fine, ogni volta che il mister me lo chiederà».

Verso la fine del campionato. Così ora si può guardare alla fine del campionato: 10 gare ancora da giocare, con l’Atalanta davanti alle due avversarie dirette Cagliari e Cesena. «Vincere 3-4 partite da qui alla fine potrebbe bastare per la salvezza, ma non dimentichiamo mai che ne abbiamo vinte 5 in 28 giornate quindi non sarà affatto semplice. Abbiamo 6 partite su 10 a Bergamo e questo può essere un vantaggio, il Cesena ad esempio ha un calendario ribaltato rispetto al nostro. Credo che sia fondamentale cercare il massimo dalle gare in casa e puntare a non perdere lo scontro diretto: se succede, anche con i romagnoli ci troveremmo in vantaggio negli scontri diretti. Non credo molto che Torino e Sassuolo arriveranno a Bergamo senza stimoli, i granata possono puntare ancora all’Europa, il Sassuolo non vorrà mollare. Noi avremo certamente molta carica, sfruttiamola al massimo».

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«Sportiello ricorda Fontana». Le ultime due domande per l’esperto difensore bergamasco riguardano Marco Sportiello e il contratto. «In carriera - racconta Biava, 581 presenze complessive tra campionati e coppe - non mi è mai capitato di avere alle spalle un portiere così giovane e capace di dare così tanta tranquillità. Per me assomiglia tanto a Fontana, l’ho avuto a Palermo e faceva parate importanti pur non sentendolo mai: la differenza è che Jimmy aveva 40 anni, Sportiello ne ha solo 23. Per noi difensori è molto importante sentire questa sicurezza».

«Sempre contratti di un anno». Il contratto con l’Atalanta scadrà a fine giugno, Biava non ha alcuna fretta e ricorda che, per lui, gli accordi stagionali sono un’abitudine di tutta la carriera. «Da quando gioco - conclude - ho sempre fatto contratti di un anno. Fino a quando me la sentirò andrò avanti a giocare, conosco bene la mia età e la mia condizione, quindi sono sicuro che fino a quando riuscirò a stare al passo con gli altri scenderò in campo. Per andare avanti bisogna decidere in due, adesso penso solo a finire il campionato e poi decideremo: alla Lazio firmai dopo la Coppa Italia, vincemmo al 26 di maggio e due giorni dopo siglai il prolungamento. Se la società pensa che io possa essere importante per un’altra stagione, troveremo un accordo».

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