Dopo nove anni alla guida della polizia locale di Treviolo, Matteo Copia lascia l’incarico per dedicarsi a tempo pieno al ruolo di comandante della polizia provinciale di Bergamo, che ricopre già dal 2023. Quello che si chiude non è semplicemente un capitolo professionale. È una storia fatta di relazioni, presenza e umanità.
«Una parte di vita vera», come l’ha definita lui. Non una frase di circostanza, ma il riassunto più autentico di un percorso che Copia ha voluto raccontare, consapevole di lasciare qualcosa, e soprattutto qualcuno, a cui è profondamente legato.
Alle spalle, un cammino costruito in diversi territori, da Spirano a Pognano, dall’Isola bergamasca a Urgnano, Stezzano e Lallio, arricchito da un master in giurisprudenza, una laurea in Scienze economiche e marketing e da un percorso di studi in psicologia ancora in corso.
«Il ricordo più significativo di questi nove anni è sicuramente il periodo del Covid», racconta. «Magari è impopolare dirlo, ma in quel momento è nata una magia con i cittadini e con i commercianti». In quei giorni sospesi, segnati da paura e isolamento, la polizia locale non è stata solo presidio e controllo.
«Avevamo stanziato una cifra per permettere le consegne a domicilio, quando era stata istituita la zona rossa. Cercavamo di fare il nostro lavoro da controllori mettendoci anche una componente psicologica fondamentale, aiutando persone che stavano esplodendo all’interno delle proprie case».
Un lavoro silenzioso ma decisivo, che, come sottolinea, «ha evitato fenomeni di forte conflitto domestico». È lì che il legame con la comunità si è rafforzato, diventando qualcosa di più profondo.
Accanto all’attività operativa, dal contrasto allo spaccio ai controlli sul territorio, fino all’introduzione dei droni durante la pandemia, c’è un altro fronte che Copia ha scelto di presidiare con particolare attenzione: quello dei giovani. «Sono legatissimo a Treviolo, ma ancora di più ai (…)