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Dirigeva l'edizione americana

L'ascesa di Katharine Viner Prima donna a capo del Guardian

L'ascesa di Katharine Viner Prima donna a capo del Guardian
Persone 23 Marzo 2015 ore 11:30

Si chiama Katharine Viner, ha 44 anni, una laurea ad Oxford e da venerdì 20 marzo è la prima donna a guidare il celebre quotidiano britannico The Guardian, testata maggiormente letta dal pubblico di sinistra d'Oltremanica. La storia di questa giornalista, che va a prendere il posto di Alan Rusbridger - dimissionario a dicembre dopo aver guidato il giornale dal 1995 - si è legata fin dalle origini con quella del giornale che, a partire dalla prossima estate, condurrà dalla sede centrale di Londra.

Un esordio bizzarro. “Storm in a D-cup”, un articolo sui problemi fisici di cui soffrono le donne con un seno ingombrante, è stato il bizzarro esordio giornalistico della Viner sul Guardian nel 1992. Il titolo è un gioco di parole fra “Storm in a tea cup” – un’espressione che in italiano si traduce come “una tempesta in un bicchier d’acqua” – e l’unità di misura “D” per le coppe dei reggiseni.

L'ascesa fino all'edizione Usa. Da allora la britannica Katharine, classe 1971 ed una laurea ad Oxford, di strada ne ha fatta. Ha pubblicato con grande frequenza sul quotidiano britannico ricoprendo diverse cariche: è stata direttrice di G2, la sezione di cultura pop del Guardian, direttrice del magazine allegato all’edizione del weekend del giornale, dal 2008 al 2012 è stata la direttrice del numero del sabato del Guardian, l’anno successivo ha diretto l’edizione australiana, mentre dall’estate del 2014 è a capo dell’edizione statunitense (che nel febbraio del 2015 ha aumentato del 30 per cento il traffico sul proprio sito rispetto allo stesso mese dell’anno precedente).

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La nomina a direttrice. Dopo essere stata informata del nuovo incarico, la Viner ha detto di avere ottenuto «un privilegio e una responsabilità enormi: quello di dirigere una squadra di giornalisti di livello mondiale, ammirati in tutto il mondo per l’eccezionale lavoro giornalistico, il pensiero indipendente, le acute analisi e l’innovazione digitale».Fino all'insediamento a Londra, che appunto avverrà la prossima estate, continuerà ad occuparsi dell’edizione statunitense del Guardian.

La selezione. Il processo di assunzione del nuovo direttore era in corso da tre mesi. In tutto si sono presentati 26 candidati. La Viner era stata indicata come preferita dalla redazione ed è stata confermata dal consiglio di amministrazione. Katharine sarà la dodicesima persona a dirigere il Guardian, nonché la prima donna, aggiungendosi così all’elenco (abbastanza scarno) delle “direttrici” britanniche: Lisa Markwell dell’Independent on Sunday, Victoria Newton del Sun on Sunday, Sarah Sands dell’Evening Standard e Dawn Neesom di The Star. Rusbridger ha commentato su Twitter la nomina dando alla Viner un unico consiglio: «Continua così».

Il futuro del giornalismo. Nell’ottobre del 2013 la Viner ha tenuto all’università di Melbourne un discorso di un’ora sul futuro del giornalismo digitale, che ha chiuso in questo modo: «Cosa succederebbe se accogliessimo un nuovo ecosistema che comprendesse internet, le tecniche classiche del giornalismo e un nuovo modo di trovare e comunicare le notizie? E se mettessimo al centro coloro che una volta erano i lettori? Non dobbiamo scegliere fra istinto “di pancia” e dati, fra il telefono e Twitter, fra giornalismo neutrale e attivismo, fra giornalisti e blogger, fra contenuti originali o controllo di quello altrui. Scegliamo entrambi».

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