Un affare complicato

La nuova ambasciatrice in Danimarca è bergamasca: a Giuliana Del Papa la difficile questione della Groenlandia

Se Donald Trump cercherà effettivamente di prendersi l'isola, sarà lei a dover arginare la situazione per gli italiani sul posto

La nuova ambasciatrice in Danimarca è bergamasca: a Giuliana Del Papa la difficile questione della Groenlandia

I tempi non sono certo facili: la nuova ambasciatrice italiana in Danimarca, Giuliana del Papa, 51 anni e praticamente cresciuta a Bergamo, si troverà a gestire anche i rapporti diplomatici sulle questioni che riguardano la Groenlandia. L’isola, la più grande al mondo non classificata come continente, ha una sua ampia autonomia, ma è legata a Copenaghen, in quanto il re danese è anche il suo capo di Stato.

E quando si cita la terra dei ghiacci, non può che venire in mente in questo periodo Donald Trump, il presidente americano, che non ha fatto segreto di volerla sostanzialmente inglobare nei possedimenti degli Stati Uniti. Come lo voglia fare e se glielo permetteranno, questo è ancora da capire. Quasi sicuramente non la bombarderà come Caracas, anche perché ha invece spiegato di volersela comprare, coma in una gigantesca operazione immobiliare.

La carriera della nuova ambasciatrice

Ma chi è la nuova ambasciatrice del Bel Paese? Del Papa è nata a Milano il 6 marzo del 1974, ma è poi cresciuta a Bergamo, una città a cui è tutt’ora legata per motivi di famiglia. Il passaggio di testimone è avvenuto con Stefania Rosini, che è rimasta in carica dalla fine del 2022. Del Papa si è laureata in Scienze politiche all’Università di Milano e nel 1999 ha cominciato la sua carriera con un incarico alla Direzione generale per gli Affari politici multilaterali e i diritti umani del Ministero degli Esteri.

In seguito, nel 2002, è diventata primo segretario commerciale a Lima in Perù. Nel 2005 è passata a ricoprire il ruolo di segretario all’ambasciata di Spagna, poi nel 2010 è tornata a Roma, al gabinetto del ministro degli Esteri. Successivamente è stata trasferita alla Direzione generale per la Mondializzazione e le Questioni globali della Farnesina, mentre nel 2010 ha cominciato il suo nuovo incarico come vicecapo missione ad Addis Abeba.

Nel 2016 è andata a rivestire il ruolo di primo consigliere alla rappresentanza permanente all’Unione europea a Bruxelles. Dopo, a Roma nel 2020 è stata consigliere diplomatico del ministro delle Politiche agricole, nel 2021 è tornata al Ministero degli Esteri alla Direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo e infine, l’anno successivo, è stata messa a capo dell’Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione storica della Direzione generale per la Diplomazia pubblica e culturale.

«Assumo con grande senso di responsabilità l’incarico di ambasciatrice d’Italia nel Regno di Danimarca, determinata a promuovere ulteriormente i rapporti bilaterali con un Paese amico e alleato in ambito Ue e Nato – ha affermato Del Papa sui canali ufficiali della Farnesina -. Sicurezza, innovazione e competitività sono le chiavi per vincere le sfide comuni dell’attuale, complessa fase storica. Mi impegnerò per sviluppare nuove opportunità di crescita, a beneficio delle imprese e dei cittadini italiani».

Un incarico in tempi difficili

Un incarico, quello da poco ricoperto, che come anticipato sarà tutt’altro che semplice: se gli Usa faranno una mossa spregiudicata, l’Italia dovrà fare il possibile almeno nell’arginare la faccenda per i suoi cittadini presenti sull’isola. Il fatto che il Tycoon si voglia prendere la Groenlandia, del resto, non è così strano: non ci sono solo foche ed eschimesi, come qualcuno potrebbe grossolanamente pensare, ma è invece una terra ricca di petrolio, gas e terre rare, strategica dal punto di vista geopolitico.

C’è infatti una base Nato e russi e cinesi hanno mire sull’isola, con questi ultimi in particolare che stanno investendo in modo significativo su quell’area. Infine, con lo scioglimento dei ghiacci, lo sfruttamento delle nuove rotte artiche potrebbe giovare molto all’economia di Washington. In ogni caso, sia il Governo danese che quello groenlandese hanno già dichiarato che non consegneranno la Groenlandia a Trump con tanta facilità, ma come si è imparato in questi anni non è certo tipo da rinunciare quando trova degli ostacoli.