Vicino Arezzo

La sfida della 17enne di Torre Boldone, Gaia Frigeni, nel borgo della pace in Toscana

Un laboratorio di diplomazia dal basso dove giovani provenienti da popoli "nemici" (come russi e ceceni, israeliani e palestinesi) convivono e studiano insieme

La sfida della 17enne di Torre Boldone, Gaia Frigeni, nel borgo della pace in Toscana

È possibile sperare ancora nella pace attraverso il dialogo tra i popoli? Nel borgo di “Rondine Cittadella della Pace” c’è chi ci sta provando, anche con un contributo bergamasco della studentessa di Torre Boldone Gaia Frigeni.

La recente operazione militare di Stati Uniti e Israele in Iran, che ha compromesso ulteriormente la già fragile geopolitica mondiale fino a un potenziale punto di non ritorno, apre un tema sul dialogo tra i giovani che possa mettere al centro il conflitto per un futuro di maggior comprensione.

È questo uno degli obiettivi di Rondine, organizzazione fondata alla fine degli anni Novanta da Franco Vaccari in un piccolo borgo in provincia di Arezzo. Il suo esperimento fu quello di far convivere ragazzi ceceni e russi all’indomani della guerra tra questi due popoli: nacque la “World House”, destinata a diventare uno studentato internazionale con centinaia di ragazze e ragazzi da ogni angolo del mondo.

Gaia Frigeni e gli altri ragazzi e ragazze con Jovanotti nel borgo della pace

Un approccio semplice, ma ambizioso, che negli ultimi anni è entrato anche nelle scuole, con centinaia di istituti che hanno adottato il metodo Rondine in alcune sezioni sperimentali. Tra queste anche l’istituto Romero di Albino, da cui negli ultimi anni sono partite diverse ragazze che hanno frequentato il quarto anno liceale proprio nel borgo toscano. L’ultima seriana a prendere parte a questa tradizione è Gaia Frigeni, diciassettenne di Torre Boldone, che ha raccontato i suoi primi mesi a contatto con questa realtà.

«Non facevo parte di una delle sezioni Rondine del Romero – spiega -, ma conoscevo questa realtà e mi ha sempre incuriosito. Così ho deciso di partecipare al bando e ho superato le selezioni, che consistevano in una giornata a Rondine con lavori di gruppo per capire come ciascuno era capace di relazionarsi, oltre a un test didattico per valutare il livello scolastico. Eravamo circa quaranta studenti da tutta Italia e molti anche a distanza: ne sono stati selezionati venticinque per comporre la mia sezione».

L’interesse di Gaia per la geopolitica deriva in parte dalla sua sensibilità personale, sviluppata grazie all’esperienza con gli scout, ma anche a papà Alberto, attuale consigliere comunale con il gruppo “Uniti per cambiare”: «Mi ha trasmesso la sua passione per queste tematiche, spesso andiamo insieme a conferenze e poi ne discutiamo».

Arrivata a Rondine con questo background, Gaia si è subito accorta di essere nel posto giusto: «L’accoglienza è stata ottima – racconta -, il primo giorno è venuto a salutarci anche Jovanotti, che abita qui vicino, è stata una bellissima sorpresa. Dopo l’inserimento abbiamo cominciato il percorso vero e proprio, che consiste nel fare lezione al mattino come da programma ministeriale, ma con un sistema che punta più alla rielaborazione personale rispetto al metodo tradizionale. Nel pomeriggio (…)

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