di Paolo Aresi
È una casetta dignitosa, al confine con il magazzino comunale, in via Serassi a Bergamo; ci sono anche un giardinetto e una fontana. Il Comune l’ha messa a disposizione dell’Opera Pia Bonomelli, che ne ha fatto un luogo di ripartenza: quattro ospiti hanno lasciato l’albergo popolare e stanno cercando di tornare ai ritmi e alle responsabilità di una vita autonoma, di una convivenza fra poche persone, come in una famiglia.
Coordinatore è Lamine Dia, quarantasei anni, nato in Senegal, una laurea in Letteratura a Dakar. Lamine si trova in Italia dal 2006, proveniente dalla Francia dove viveva da alcuni cugini.
Spiega seduto al tavolo del bar vicino alla casa: «È un progetto importante, lo abbiamo chiamato Pit Stop, perché è un punto di verifica e di ripartenza. Potrebbe trattarsi di una soluzione valida per tante persone in difficoltà. Questo è un progetto pilota, stiamo a vedere come va. Con me ci sono Filippo e Massimiliano che mi aiutano, gli ospiti sono quattro, di età e di provenienze diverse, rispecchiano un po’ la realtà della Bonomelli dove abbiamo circa la metà degli ospiti bergamaschi e l’altra metà composta da persone che arrivano da lontano».
Nella casetta ci sono due stanze da letto, due bagni, una cucina, un soggiorno, una stanza che è l’ufficietto degli operatori.
Continua Lamine: «Ero ancora piccolo, facevo la terza media, quando ho deciso di andare in Francia dai miei cugini, e dopo la laurea l’ho fatto davvero. Avevo in mente di impegnarmi nell’educazione, nell’aiuto alle persone in difficoltà. Noi del Senegal abbiamo una cultura che ci aiuta a prenderci delle responsabilità perché fin da bambini impariamo a preoccuparci dei nostri fratelli più piccoli. Le famiglie numerose comportano anche questo: gli stessi bambini possono imparare a occuparsi di chi è più piccolo, di chi ha più difficoltà, di chi deve crescere. Poi c’è un altro elemento che secondo me è importante: mangiamo tutti insieme, in una stessa grande ciotola. Questo insegna essere comunità, insegna che bisogna imparare a moderarsi e a rispettare gli altri».
Lamine ha deciso di lasciare la Francia e di venire in Italia (…)